«La mia squadra è in cerca d’autore»

Basket maschile – Domani la sfida contro Avellino
Coach Trinchieri parla alla vigilia delle Final Eight di Coppa Italia
«Sarà una Final Eight specchio del campionato in corso: un torneo quindi con tutte partite aperte… Siena a parte». Andrea Trinchieri, coach della Bennet Cantù, parla a poche ore dalla sfida inaugurale dell’edizione 2012 delle finali di Coppa Italia e indica quella toscana come la formazione favorita. «È la squadra – spiega – che ha avuto meno alti e bassi in campionato, anche se rispetto agli altri anni non lo ha ancora “ammazzato” perché ha fatto un po’ meno delle stagioni passate, ma le avversarie non ne hanno approfittato».
Oggi, quindi, la manifestazione si apre sul parquet del PalaOlimpico di Torino con le prime due partite di quarti di finale: Mps-Sassari alle ore 17.45 e a seguire Solar Bologna- Milano (ore 20.30).
«Vedo favorite Siena e Milano per il passaggio in semifinale», aggiunge Trinchieri. Più incerta invece l’altra parte del tabellone, quella che interessa Cantù e che si aprirà domani con un interessantissimo Venezia-Pesaro: «Sfida imprevedibile – ammette Trinchieri – direi da tripla». Poi seguirà l’atteso Bennet Cantù- Avellino, suggestivo remake della semifinale vinta da Mazzarino e compagni nell’edizione scorsa.
«Tutte le partite secche sono imprevedibili, ma penso che il nostro sia il quarto più incerto in assoluto – sottolinea il tecnico biancoblù – e per noi si presenta come estremamente complicato».
Il coach analizza il match partendo dagli avversari. «Direi che la Sidigas arriva più leggera di noi a questa sfida perché, comunque andrà a finire, avrà fatto bene: se vincerà avrà compiuto un miracolo; se perderà, poco male, ci avrà provato».
Sidigas temibile anche se con Cantù ha sempre perso nelle ultime stagioni: come è successo lo scorso anno in Coppa Italia e quest’anno nell’andata di campionato, stravinta dalla Bennet al Pianella per 90-55. «Diciamo subito che la sfida di oggi non ha nessuna similitudine con quell’ultima gara di campionato – ribadisce Trinchieri – Per quanto riguarda la partita dell’anno scorso, dico che Avellino è preferibile affrontarla in semifinale e non nei quarti: infatti eliminarono Milano?».
Avellino e Cantù si presentano alla sfida dopo aver goduto di un turno di riposo forzato nell’ultimo weekend di campionato. «Dopo tanto tempo abbiamo svolto quattro allenamenti consecutivi, cosa che quest’anno ci è mancata. Come arriviamo a questa sfida? Siamo un po’ pirandelliani, in cerca d’autore un po’ troppo imprevedibili».
La strada per ritornare a giocare nuovamente la finalissima (Cantù in Coppa Italia ne ha disputate tre nella sua storia senza però mai vincere la coccarda tricolore) è quindi in salita a cominciare da oggi. «Sinceramente per ora mi basta pensare ad Avellino. Se saremo bravi a vincere oggi, allora domani penseremo alla semifinale».
Cantù arriva a queste Final Eight meno “leggera” rispetto allo scorso anno e con un pizzico di pressione in più. «In verità quest’anno non abbiamo mai giocato leggeri e questo ci ha un po’ logorato ma fa parte del gioco e del nostro lavoro – ammette Trinchieri – Ci siamo conquistati sul campo il peso di questa pressione: rispetto al passato lo status di questa squadra e di alcuni nostri giocatori è cambiato. Dobbiamo accettare questa condizione senza nasconderci dietro la pressione. Quindi concentriamoci su Avellino e proviamo a fare una grande partita». Da Eurolega? «Guardate che la Coppa Italia è una competizione totalmente diversa? ma è proprio una bella opportunità?». Esordirà anche il nuovo acquisto Doron Perkins? «Certo, così potrà inserirsi ancora di più nella squadra ma non pensiamo che possa toglierci le castagne dal fuoco», conclude coach Andrea Trinchieri.

Andrea Piccinelli

Nella foto:
La delusione
Lo scorso anno nella finalissima di Torino una grintosa Cantù fu battuta sul filo di lana da Siena. Ora i brianzoli riprovano a dare l’assalto al trofeo tricolore

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