«La nostra città è baricentrica e deve rimanere capoluogo»

L’opinione dei parlamentari lariani
I parlamentari lariani vogliono che Como resti capoluogo e contano sul fatto che il governo non possa ignorare la posizione baricentrica della città di Volta nella nuova maxi-provincia che uscirà dal piano di riorganizzazione su cui sta lavorando il governo. Una maxi-provincia i cui contorni non sono ancora stati formalmente decisi e che oltre a Como dovrebbe comprendere Varese e Monza e, forse, pure Lecco se a Sondrio verrà concessa la deroga (conservandone dunque l’autonomia) in quanto
territorio montano.
Sulle deroghe, però, il ministro della Pubblica amministrazione, Filippo Patroni Griffi, ha tirato il freno, facendo crollare le speranze di molte province italiane. «A noi il governo inizialmente ha detto che avrebbe accettato qualche deroga, purché intelligente e ben argomentata – dice il senatore del Pdl Alessio Butti – L’Italia però è molto lunga e le richieste di deroghe sono spuntate ovunque, così il ministro si è irrigidito. Io penso che se la nuova giunta della Regione Lombardia riuscisse a dare forza a una proposta credibile in grado di soddisfare il più possibile i criteri della legge e nel contempo di creare una super-provincia comprendente Varese, Como, Lecco e Monza con però la nostra città come capoluogo, allora il governo potrebbe prenderla in considerazione. Anche perché, in questo caso, l’unica deroga riguarderebbe Sondrio».
Secondo l’esponente del Pdl, a favore di Como giocano la sua posizione baricentrica e il fatto che Monza, provincia di recente costituzione, non dispone ancora di tutte le strutture necessarie per governare un territorio così vasto. «Lotteremo fino all’ultimo per Como capoluogo – aggiunge il senatore lariano – ma in questa battaglia siamo menomati da quanto accaduto in Regione e dall’irrigidimento del ministro Patroni Griffi».
Anche Chiara Braga, deputata del Pd, giudica «realistica» l’ipotesi che il governo conceda una deroga a Sondrio in modo tale da far tornare Lecco assieme a Como, perché «non avrebbe senso un accorpamento che separi il Lario». In tal caso Como avrebbe buone chances di diventare il capoluogo della nuova aggregazione territoriale. «Confido sul fatto che si tenga conto della finalità con cui il governo ha avviato il riordino delle province – afferma Chiara Braga – ovvero la razionalizzazione dei costi. Mi sembrerebbe allora arduo che possa diventare capoluogo una città come Monza che non dispone delle strutture adatte e che quindi avrebbe bisogno di investimenti per realizzarle. E mi sembra anche poco credibile che in una provincia fortemente pedemontana il capoluogo non fosse una città pedemontana». La deputata del Pd auspica poi che «Monza venga accorpata con Milano in un’unica grande città metropolitana», in modo tale da far nascere una provincia puramente pedemontana tra Como, Lecco e Varese.
Prende invece le distanze dai due parlamentari del Pdl e del Pd il deputato della Lega Nord Nicola Molteni. «Noi continuiamo a difendere il diritto di Como a essere capoluogo – afferma – e non condividiamo l’aggregazione con Monza. Voglio però precisare che noi leghisti non sosteniamo questo governo, né mai abbiamo votato a favore di un suo provvedimento. Abbiamo criticato il decreto di accorpamento delle province perché è confuso e si basa su parametri sbagliati. È un pasticcio clamoroso con cui si uccidono le autonomie locali. Il territorio ha espresso un’aggregazione diversa da quella su cui il governo punta. Mi aspetto che chi sostiene questo esecutivo, che vuole scippare a Como il ruolo di capoluogo a beneficio di Monza, abbia il coraggio di staccare la spina a Monti».

Marcello Dubini

Nella foto:
Villa Saporiti, sede dell’amministrazione provinciale di Como

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