«La scuola dovrebbe essere intoccabile». Il sindaco di Longone: «Prospettiva allucinante»

Le lamentele e le paure
Lo spettro della probabile assunzione, da parte dei Comuni interessati, dell’onere di reperire le risorse necessarie a garantire l’apertura degli istituti suscita in provincia reazioni sbalordite.
«Non ci tiriamo indietro, purché ci vengano riconosciuti i fondi necessari – interviene Alberto Bobba, sindaco di Menaggio, dove è attivo l’istituto Vanoni – Alcuni anni fa la scuola è stata ristrutturata, quindi il futuro non dovrebbe riservare spese eccessive. Però un bilancio
minimo come il nostro non potrebbe sopportare una simile richiesta».
In questo istituto studiano – suddivisi nei vari indirizzi – 900 ragazzi, provenienti anche dai territori limitrofi. Problemi in vista anche a Longone al Segrino sul cui territorio, al Beldosso, c’è la sede del “Romagnosi” dove si tengono i corsi dell’istituto alberghiero. Si tratta di 1.300 studenti, 40 aule e un parco di 80mila metri quadrati.
«Mi sembra allucinante. Non è possibile arrivare a settembre e scoprire che non ci sono più i contributi della Provincia necessari a far funzionare le scuole – spiega il sindaco di Longone al Segrino, Angelo Navoni – La scuola dovrebbe essere uno dei settori intoccabili e invece ci viene chiesto, a noi piccoli Comuni in crisi, di trovare simili risorse. È incredibile».
Stesso problema anche a Lomazzo, dove c’è una sede distaccata del liceo artistico “Fausto Melotti” di Cantù. «Se fosse vero, dovremmo rivedere il bilancio, peraltro già molto compresso – dice il sindaco di Lomazzo, Giovanni Rusconi – Faremo di tutto per non chiudere la scuola, una presenza fondamentale per il nostro territorio».

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Il Liceo Vanoni di Menaggio, istituto che è un punto di riferimento per il Centrolago

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