«La sentenza sul caso Rumi è chiara e lampante»

alt

Il direttore amministrativo dell’ospedale: «Resta il dolore per i pazienti»

«Eravamo fiduciosi ed è stata pronunciata una sentenza chiara e lampante su una vicenda durata fin troppo tempo. Non posso dire se siamo davvero arrivati alla fine, sicuramente è stato un ulteriore passo importante sul fronte del rapporto di fiducia con la popolazione».
Salvatore Gioia, direttore amministrativo dell’azienda ospedaliera Sant’Anna, ha seguito ogni passo della vicenda giudiziaria che vede protagonista Angelo Rumi, ex primario della Chirurgia A del Sant’Anna condannato in

primo grado a 5 anni e 4 mesi per sette omicidi colposi di altrettanti pazienti, reato poi prescritto nel 2010, prima del processo d’Appello.
Lunedì scorso si è conclusa l’ennesima tappa della vicenda giudiziaria, quella che ha visto lo stesso chirurgo passare al contrattacco e chiedere all’azienda ospedaliera un risarcimento di 1,1 milioni di euro per presunti danni per stipendi non ricevuti e per le spese legali sostenute negli anni.
Il giudice del lavoro del Tribunale di Como, Marco Mancini, ha però respinto la richiesta e, anzi, ha condannato Rumi a versare 20mila euro agli ex datori di lavoro.
«Le motivazioni non sono ancora state depositate ma siamo in presenza di una sentenza chiara e lampante – commenta soddisfatto Salvatore Gioia – Il dottor Rumi non ha nulla da pretendere dall’ospedale e, anzi, deve versarci il corrispettivo delle spese legali per la difesa che l’azienda ha dovuto sostenere anche in questa occasione».
«Non siamo contenti, non lo si può essere in un caso simile – aggiunge il direttore amministrativo dell’azienda ospedaliera Sant’Anna – Dal punto di vista umano, resta sempre il dolore per i pazienti coinvolti. L’ospedale stesso ha pagato perché, per anni, la chirurgia è stata malvista in seguito ai fatti di cronaca. Spero che questa sentenza possa essere un ulteriore tassello importante sul fronte del rapporto di fiducia con la popolazione».
Il direttore amministrativo ribadisce come, per l’azienda, la priorità sia sempre l’interesse dei pazienti. «Per quanto ci riguarda, certo non si tratta solo di una questione economica – sottolinea Gioia – Rassicuriamo tutti che quello che noi facciamo è sempre nell’interesse dei cittadini. Per la popolazione, questa sentenza è stata un passaggio importante. Non dimentichiamo, infatti, che il caso è all’ordine del giorno ormai da anni».
La pubblicazione delle motivazioni della sentenza, pronunciata lunedì scorso in Tribunale a Como, è attesa entro 60 giorni. Una volta che il giudice avrà reso noto il documento, tramite il suo difensore, l’avvocato Gino Frassi, l’ex primario Angelo Rumi potrebbe presentare un ulteriore ricorso contro la decisione del giudice del lavoro.
«Non so se questo passaggio rappresenti o meno la fine della vicenda – conclude Salvatore Gioia – Sono convinto che il caso sia durato fin troppo, ma naturalmente non posso decidere io per gli altri e non posso escludere ulteriori passaggi. Per quanto riguarda l’azienda ospedaliera, è importante ribadire che si tratta non di una questione personale, né di accanimento contro una persona, ma piuttosto di rappresentare correttamente un’istituzione e tutelare gli interessi di tutti. Con questa sentenza, la Giustizia ha fatto il suo corso ed eravamo fiduciosi sul fatto che potesse andare così. È la riprova di come l’azienda abbia sempre compiuto i passi giusti».

Anna Campaniello

Nella foto:
Lunedì il giudice del lavoro del Tribunale di Como, Marco Mancini, ha respinto la richiesta di risarcimento avanzata dall’ex primario di Chirurgia, Angelo Rumi (a sinistra nella foto, accanto al suo legale Gino Frassi). Il medico chiedeva 1,1 milioni di euro per gli stipendi, a suo dire, non ricevuti e per le spese legali sostenute negli anni. Il giudice ha invece condannato Rumi a versare 20mila euro all’azienda ospedaliera

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.