«La situazione del club è sotto controllo»

Calcio Como – La società smentisce  le voci su ulteriori buchi di bilancio
L’incontro tra le parti ci sarebbe stato ieri. Da un lato emissari attuali del Calcio Como, dall’altra pari grado dell’ex cordata comasca poi naufragata e resuscitata “rimpicciolita” almeno in quanto a numero di partecipanti. Un faccia a faccia per nulla risolutivo, che segnerebbe una volontà di intenti per le quote del club e nulla più.
Lasciando di conseguenza la cordata romano-toscano-campana ancora ampiamente in testa alla corsa per accaparrarsi la maggioranza nella società azzurra. Ma a lasciare perplessi
è il fatto che anche questa settimana è ormai trascorsa e di trattative concluse per la cessione del Calcio Como – che il presidente Amilcare Rivetti aveva annunciato sarebbe avvenuta entro il 15 gennaio – ancora non ce ne sono.
E, anzi, nelle ultime ore sarebbero sorti dei malumori in seguito alla diffusione di cifre su presunti buchi nel bilancio azzurro (i 700 mila euro già noti più altri imprevisti 450 mila) che la società negherebbe categoricamente.
«Dico solo che la “due diligence” della cordata interessata all’acquisto del Como non è ancora iniziata – commenta a questo proposito il commercialista Paolo Lanzara, che sta trattando per conto di Rivetti la cessione del club – anche perché potrà farlo sono quando ci sarà un accordo condiviso che ancora manca. Non vorremmo che queste voci fossero state messe in giro ad arte per creare problemi, facendo apparire una situazione debitoria del Como che non c’è. La situazione della società è sotto controllo». Fatto sta che quelle che dovevano essere rose e fiori – ovvero la chiusura tra la cordata romana e Rivetti in questa settimana – per il momento non sono ancora nulla. E, anzi, non sono esclusi a questo punto clamorosi colpi di scena dell’ultimo secondo, che non riguarderebbero nè i “comaschi”, nè i “romani”, nè gli “svizzeri”  nè tutte quelle mille cordate che in questi mesi hanno fatto parlare e soprattutto scrivere senza mai arrivare a nulla di concreto. Stancando i tifosi e non solo. Intanto, tra i molti incontri e controincontri, oggi Antonio Stinà, il procuratore che cura gli interessi della cordata romana, tornerà in città. Pare che nei suoi intenti ci sia un faccia a faccia con un socio di minoranza, Nini Binda, per proporgli un ruolo nella nascente società.
Ma anche questa, ovviamente, è solo una voce. Come le molte che non cessano di girare attorno a un club che avrebbe bisogno come l’acqua nel deserto di una situazione chiara.

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