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«La svolta dopo l’uscita dall’Eurolega». Cantù sogna con Aradori

altBasket – Momento esaltante per la Chebolletta, reduce da quattro vittorie consecutive, l’ultima con l’Armani ad Assago
L’azzurro protagonista della vittoria nel derby con Milano
È l’uomo del giorno: sul derby 150 vinto trionfalmente dalla Che Bolletta Cantù, corsara domenica sera sul parquet del Forum di Assago, per 76-84 c’è la firma di un grande ex come Luca Aradori, che ha piazzato i colpi mortali per colpire e affondare l’Ea7 Armani Milano.

Aradori, che ha vestito la maglia Olimpia per sole 18 partite nell’annata 2007-2008, ora sembra incarnare perfettamente il credo e lo spirito dei colori biancoblù. Non è un caso che domenica abbia giocato la sua migliore partita da quando è arrivato in Brianza: il suo score parla chiaro con 25 punti, il 70% al tiro, 7 falli subiti, 8 rimbalzi per un 33 di valutazione complessivo: il migliore di tutto il turno inaugurale del 2013 di serie A.
L’investitura a match winner è arrivata proprio dal coach sconfitto, Sergio Scariolo, non uno qualunque: «Complimenti a Cantù perchè ha giocato una grande partita, da grande squadra. Aradori che ha segnato punti importanti, con sangue freddo e classe».

Non nasconde la sua soddisfazione il Pietro canturino, che sa di essere ormai una rotella importante nell’ingranaggio biancoblù e un beniamino del pubblico brianzolo.
«Abbiamo iniziato il nuovo anno nel migliore dei modi – dice Aradori – Sono contento della mia prestazione e felice perché ha aiutato la squadra a conquistare questa vittoria importante a cui tenevamo molto».
«Ci voleva proprio e la dedica va sicuramente ai nostri tifosi – aggiunge – Sapevamo quanto questo derby fosse una partita sentitissima e speciale per loro; ma ci è dispiaciuto che non siano potuti venire al Forum. Idealmente però loro erano con noi».
I tifosi di Cantù – bloccati dal prefetto di Milano – hanno salutato la squadra alla partenza. «È stato fantastico il saluto che ci hanno riservato i sostenitori domenica pomeriggio al momento della partenza del nostro pullman per Milano: in tantissimi sono venuti al Pianella con tamburi, striscioni e fumogeni. È stato bellissimo e questa dimostrazione di affetto ci ha caricati ancora di più».
Poi, in campo, il numero 21 di Brescia ha fatto la differenza a suon di canestri che hanno affettato la difesa milanese. «Abbiamo giocato di squadra per tutti i 40′ – dice il giocatore di Cantù e della Nazionale – con grande attenzione in difesa, ma anche Milano ha disputato una buona prestazione con l’inserimento di Green. Il mio duello con Langford è stato bello; lui è un grande giocatore. Lo conosco bene, visto che abbiamo sempre fatto belle battaglie sul campo fin dai tempi di Biella e Soresina».
In questa Cantù che gira come un orologio – al Forum è arrivato il suo quarto successo consecutivo – il talento di Aradori sembra esaltarsi ancora di più. «Il sistema di coach Trinchieri – spiega – mi piace perchè cerca di coinvolgere tutti: ogni giocatore può sentirsi importante e dare il suo contributo. Io ho cambiato il mio modo di giocare rispetto ad inizio carriera, quando ero essenzialmente un finalizzatore: ora sono più completo e cerco di essere utile alla squadra non solo segnando».
Aradori spiega anche il cambio di marcia di Cantù arrivato a fine 2012. «Quando abbiamo salutato l’Europa di fatto abbiamo svoltato. Abbiamo avuto più tempo per allenarci insieme. Per una squadra nuova come la nostra, questo ha rappresentato un fattore importante perchè ci ha permesso di conoscerci di più e trovare maggior feeling ed equilibrio, i risultati lo stanno confermando».
Coach Andrea Trinchieri sottolinea l’importanza della vittoria, ma anche il contributo dei singoli, a cominciare proprio da Aradori: «Volevamo fare una partita di spessore e di personalità, per vincere su un campo importante: volevamo dimostrare che ci siamo. Missione compiuta, con una gara lineare, “cavalcando” i giocatori più caldi nei momenti migliori, Brooks ha fatto tante cose importanti in ogni settore dandoci serenità. Poi nel momento più complesso ci siamo affidati a chi era più in forma: Markoishvili ed Aradori che ci hanno traghettato alla vittoria».

Andrea Piccinelli

Nella foto:
LA GRINTA DI ARADORI Il: il bresciano della Chebolletta è stato, per valutazione complessiva, il migliore giocatore dell’ultimo turno
8 gennaio 2013

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