Reportage

«La variante? Ne parlano da sempre, ma non la faranno mai»

altViaggio sulla statale Regina dove le code sono quotidiane
La coda è sempre in agguato. Anche in una grigia mattinata d’autunno, in un giorno feriale, con la Regina apparentemente deserta come non mai. Accade tutto in un attimo. Un Tir con la scritta lampeggiante “Beppe” sul vetro imbocca la strettoia di Ossuccio, seguito da un secondo bisonte della strada guidato da un nerazzurro sfegatato. Gli autisti rallentano, in senso opposto sopraggiunge un’auto e in pochi secondi ecco la fila.
È questione di pochi minuti, poi il traffico torna scorrevole.

Ma è sufficiente per ricordare quanto sia precaria la situazione viabilistica sulla Regina, in particolare nel tratto da Argegno a Griante. I correttivi via via introdotti negli ultimi anni per rendere più fluida la circolazione ed evitare gli ingorghi sicuramente hanno contribuito a ridurre i disagi.
I semafori intelligenti, in particolare, in molti casi permettono di evitare pericolosi incroci tra mezzi pesanti e relativi blocchi del traffico. Ma si tratta pur sempre di palliativi, non certo di una soluzione definitiva.
«Il caos sulla strada è quotidiano – dice Marinella Baserga dal bancone del bar Cimino, nel mezzo della strettoia di Sala Comacina – Ero una bambina quando ho iniziato a sentir parlare di una nuova strada, la famosa variante della Tremezzina. Non ci credo più, non la faranno mai. E noi intanto facciamo i conti con il traffico».
Roberto Puricelli vive in corrispondenza dell’imbocco della strettoia, dove è stato posizionato uno dei semafori intelligenti. «Parlano della variante da 40 anni senza mai arrivare a concludere – dice – Personalmente sono rassegnato».
«Vivo all’inizio della strettoia – aggiunge – Mi sveglio con le bestemmie degli automobilisti bloccati in coda e mi addormento con la stessa colonna sonora. Anche con il semaforo ci sono gli ingorghi perché non sempre viene rispettato o funziona, dipende dalla situazione. Dobbiamo sopportare, la mia casa è un continuo susseguirsi di strisce dei veicoli che la urtano».
Il periodo più critico, da anni, è quello estivo, quando il Lario accoglie migliaia di visitatori, soprattutto stranieri. «Il lago è turistico – conferma Puricelli – Mi vergogno quando vedo visitatori, specie stranieri, bloccati in code interminabili. Si meravigliano, non capiscono. Se non fanno la variante, almeno facciano in modo di sfruttare meglio il lago».
I tempi di percorrenza sono sempre un’incognita. «Va a momenti, dipende se sei fortunato o meno – dice Mirella Riva – Abito nella parte alta di Ossuccio e prima di uscire guardo dalla finestra. Se vedo la coda non parto nemmeno, altrimenti posso andare. La variante servirebbe, senza dubbi, ma sarà dura che la realizzino veramente».
Abituato al traffico di Milano, Lorenzo Piccaluga conferma quanto possa essere caotica la situazione sulla Regina. «Sono abituato agli ingorghi milanesi e qui spesso si rimane bloccati – dice – Non possiamo fare altro che sperare che facciano la variante della Tremezzina, ma chi può saperlo. In Italia quello che viene detto è sempre diverso da quello che viene fatto. Quando vogliono, i politici i soldi li trovano. Vediamo cosa succederà con questa strada».

Anna Campaniello

Nella foto:
La variante potrebbe risolvere molti problemi sulla Regina (fotoservizio Mattia Vacca)
9 ottobre 2014

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