Cronaca

«L’amministratrice infedele era stata segnalata da tempo»

altLa presidente dell’Anaci: «Dopo la nostra diffida era uscita dall’associazione»

Debiti per migliaia di euro e poche possibilità di recuperare i soldi fatti “sparire” dall’amministratrice di condominio.
Sono centinaia le famiglie di Como, Maslianico e Cernobbio coinvolte nella truffa della professionista che avrebbe intascato almeno 2 milioni di euro destinati al pagamento di spese e bollette di oltre 40 condomìni da lei stessa gestiti. Le prime denunce sono state presentate nel giugno scorso. Con il passare delle settimane, lo scandalo ha assunto proporzioni sempre

maggiori. A oggi, il quadro non è tuttora completo. La Procura ha aperto un fascicolo, affidato al pm Antonio Nalesso.
«Si tratta di persone che non hanno alcuna giustificazione dal punto di vista professionale – dice Rosaria Molteni, presidente della sezione comasca della Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari (Anaci) – Persone che infangano la categoria. Purtroppo, il danno maggiore è per i cittadini truffati, che pagano di tasca propria i comportamenti scorretti di un amministratore». Già nelle scorse settimane, il caso era stato segnalato alla stessa associazione.
La professionista finita al centro della bufera, però, da anni non faceva più parte dell’Anaci.
«Alle prime avvisaglie di problemi era stata richiamata formalmente e poi mandata alla commissione disciplinare – spiega Rosaria Molteni – Uscita dall’associazione, però, ha continuato tranquillamente a lavorare, come previsto dalle leggi vigenti. La recente riforma del Codice di condominio impone qualche nuovo obbligo agli amministratori, anche se non iscritti a un’associazione, e c’è dunque qualche tutela in più per i cittadini. Purtroppo, però, c’è sempre chi cerca di farla franca».
Difficile, per i cittadini truffati, rendersi conto del raggiro. «Finché non si sono trovati alle prese con il blocco di servizi quali luce, acqua o gas – conferma la presidente dell’Anaci di Como – i condòmini non si sono resi conto di nulla. Purtroppo, in questa situazione, se il palazzo ha una polizza legale è tutelato almeno per le spese legali. Tuttavia, per quanto riguarda il recupero dei soldi, se la professionista accusata della truffa non ha beni intestati c’è ben poco da fare».
La presidente dell’Anaci ha qualche suggerimento per ridurre il rischio di incappare in truffe di questo tipo. «È necessario controllare sempre i documenti contabili che l’amministratore deve presentare e anche il conto corrente condominiale. Prima dell’assemblea annuale, l’amministratore deve mettere a disposizione i documenti per le verifiche. Inoltre, l’offerta di tariffe particolarmente basse, inferiori alla media di mercato, deve mettere in guardia. Farsi attirare dal risparmio a volte può essere rischioso».

Anna Campaniello

Nella foto:
Una buona parte dei condomìni nei guai per la cattiva amministrazione dei fondi è nel comune di Maslianico (foto Fkd)
10 Nov 2013

Info Autore

Redazione

Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Archivio
Dic: 2018
L M M G V S D
« Nov    
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31  
Numeri utili
NUMERO UNICO DI EMERGENZA
numero 112 lampeggianti
farmacia Farmacie di turno farmacia

ospedale   Ospedali   ospedale

trasporti   Trasporti   trasporti
Colophon

Editoriale S.r.l.
Via Sant’Abbondio 4 – 22100 Como
Tel: 031.33.77.88
Fax: 031.33.77.823
Info:redazione@corrierecomo.it

Corriere di Como
Registrazione Tribunale di Como n. 26/97
ROC 5370

Direttore responsabile: Mario Rapisarda

Font Resize
Contrasto