«L’Anpi invita la negazionista delle foibe». E il Comune non concede la sala di Albate

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Il caso – Il convegno è stato spostato in una struttura privata. Lucini: «Non chiari i contenuti dell’incontro»
Al centro della bufera Alessandra Kersevan, che equipara il 10 Febbraio al nazismo

(e.c.) Anpi e Istituto di Storia contemporanea “Piera Amato Perretta” invitano a Como la storica Alessandra Kersevan, ritenuta da moltissime associazioni dei profughi istriani revisionista, se non proprio negazionista della tragedia delle foibe. Sdegnato, il presidente della sezione lariana dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, Luigi Perini, parla apertamente di «vergognosa provocazione». E, alla fine, il sindaco Mario Lucini decide di negare la sala dell’ex circoscrizione

di Albate – dove ogni anno si svolge la cerimonia per la Giornata del ricordo – per l’evento.
A quasi 70 anni dalla tragedia delle migliaia di italiani (ma anche sloveni e croati) gettati nelle profonde fosse carsiche tipiche della Venezia-Giulia ad opera delle truppe comuniste jugoslave del maresciallo Tito che occuparono Trieste nel maggio del 1945, quella drammatica storia fa ancora litigare.
Pomo della discordia, come accennato, è soprattutto il nome della relatrice individuata da Anpi e Istituto Perretta per parlare della pulizia etnica e dei campi di concentramento fascisti per civili jugoslavi tra 1941 e 1943. Alessandra Kersevan, ex insegnante specializzata in storia e cultura del Friuli-Venezia Giulia e del confine orientale tra le due guerre, è infatti ripetutamente salita agli “onori” delle cronache per le posizioni drasticamente revisioniste sulla tragedia delle foibe. La tesi di fondo diffusa dalla Kersevan è che sostanzialmente nelle foibe morirono molte meno persone di quanto si vorrebbe far credere e soltanto «adulti compromessi con il fascismo» o «con l’occupatore tedesco» (intervista a Senzasoste.it, ndr). Negata, dalla stessa Kersevan, anche qualsivoglia dignità alla Giornata nazionale del ricordo per i martiri delle foibe (ogni 10 Febbraio), ridotta a festa nazista: «Commemorare i morti nelle foibe – si legge sempre su Senzasoste.it – significa sostanzialmente commemorare rastrellatori fascisti e collaborazionisti del nazismo. Per gli altri morti, quelli vittime di rese dei conti o vendette personali, c’è il 2 di novembre».
Sgomento della scelta di Anpi e Istituto Perretta, Luigi Perini. «La Kersevan è negazionista, non revisionista – ha affermato ieri – L’invito a tenere una conferenza nell’ex circoscrizione di Albate, a due passi dal parco dove ogni giorno ricordiamo i martiri delle foibe, è una provocazione inaccettabile e oltraggiosa. Chi nega la tragedia offende migliaia di morti».
La protesta di Perini, comunque, ieri non deve esser rimasta isolata. Tanto che, alla fine, il sindaco Mario Lucini ha deciso di non concedere più la sala comunale per il convegno con la Kersevan. «La richiesta era stata fatta senza specificare il contenuto dell’incontro e da un soggetto diverso da chi l’avrebbe poi utilizzata – ha motivato Lucini – Per avere accesso alle sale comunali è necessario chiarire bene i contenuti. Perciò abbiamo deciso di dire no».
Furiosi Anpi e Istituto Perretta (che oggi svolgeranno l’incontro in una struttura privata). «Il Comune ha fatto propria un’accusa irriguardosa sul serio lavoro di approfondimento di Alessandra Kersevan – hanno affermato in una nota – I suoi lavori sono solo rivolti a ricostruire le reali dimensioni e le ragioni dei fatti, spesso usati a puri fini propagandistici. Gli antifascisti sono equiparati ai filonazisti».

Nella foto:
Dalle foibe, aperture nei terreni carsici, vennero estratti migliaia di corpi di italiani gettati nelle grotte dai soldati titini

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