«L’articolo 18 è un totem ideologico da superare»

altParla il segretario generale della Cisl dei Laghi, il comasco Gerardo Larghi
«L’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori è un totem ideologico e occorre andare oltre per arrivare a discutere dei veri problemi delle imprese: l’accesso al credito, la burocrazia, la giustizia civile, il costo dell’energia. Dobbiamo finalmente sederci attorno a un tavolo e discutere della realtà delle aziende e di chi ci lavora».
Gerardo Larghi, sindacalista e segretario generale della Cisl dei Laghi, interviene nel dibattito sulla riforma del lavoro e sulle polemiche che il Jobs

Act voluto dal presidente del consiglio, Matteo Renzi sta provocando.
«La delicatissima situazione economica e politica, la crisi che sta attraversando il sistema manifatturiero impongono estrema attenzione – dice Gerardo Larghi – La crisi non è passata: i rallentamenti e i rinvii di decisioni su temi di capitale importanza come l’energia, la flessibilità, il credito alle imprese e alle famiglie stanno mettendo in ginocchio le famiglie italiane».
La Cgil ha già lanciato la possibilità di convocare per la fine di ottobre uno sciopero generale, ipotesi non condivisa però dalla Cisl.
«L’articolo 18 ha rappresentato una tutela giuridica nata in una certa stagione e in un certo momento storico – dice ancora Larghi – Auspichiamo un confronto con il governo e ribadiamo che la Cisl non è un sindacato con i piedi ancora nel Novecento ma riformista. L’attuale mercato del lavoro richiede che l’articolo 18 sia rivisto, affiancato o sostituito da altri strumenti, che garantiscano di più e meglio i diritti dei lavoratori».
Gerardo Larghi contesta anche l’atteggiamento dello stesso Matteo Renzi. «Vediamo soltanto dichiarazioni in cui il premier accusa i sindacati in generale – dice il sindacalista comasco – ma, probabilmente, sta polemizzando solo con se stesso e con le componenti interne o sindacali del Pd».
Il segretario della Cisl dei Laghi entra poi nel merito delle annunciate dimissioni anticipate dal segretario generale Raffaele Bonanni.
«È un passaggio già ampiamente preparato e strutturato – dice Larghi – Pensando al ricambio del gruppo dirigente, il consiglio nazionale confederale ha eletto pressoché all’unanimità Anna Maria Furlan. La decisione improvvisa di Bonanni non rimette in discussione questo percorso. Oggi più che mai la Cisl deve dimostrare di essere unita, coesa, decisa a perseguire gli interessi delle famiglie, dei lavoratori e dei pensionati».

A. Cam.

Nella foto:
La Cisl potrebbe non appoggiare lo sciopero generale proposto dalla Cgil (Fkd)

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