«Le banche fanno la loro parte. Ognuno si assuma il giusto rischio»

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L’assemblea dell’Abi – A Roma si è riunito il sistema italiano del credito
Per Pontiggia è fondamentale la collaborazione tra imprese e istituti

(m.d.) «Le banche stanno facendo la loro parte per far ripartire il Paese. Non dobbiamo lasciare troppo spazio a quelle sirene imprenditoriali che demonizzano gli istituti di credito e generalizzano casi che sono invece particolari. Per superare la crisi è fondamentale che tra le banche e le imprese il rapporto sia stretto». All’indomani della 53ª assemblea dell’Associazione bancaria italiana (Abi), che si è tenuta mercoledì a Roma, è questo lo scenario che traccia Giovanni Pontiggia, presidente

della Bcc dell’Alta Brianza e componente della Commissione regionale lombarda della stessa Abi.
Pontiggia, che ha partecipato ai lavori dell’assemblea riunita nella Capitale, sottolinea che quello attuale «è un momento in cui bisogna cercare di infondere speranza e far tornare la voglia d’impresa, un momento in cui ciascuno deve rischiare il giusto, e non oltre, per far sì che la barca Italia mantenga la rotta corretta per uscire dalle secche della crisi».
E proprio l’equilibrio e la sostenibilità dei conti delle banche sono stati uno dei punti al centro del dibattito al Palazzo dei congressi dell’Eur.
«Il sistema italiano del credito è solido – premette Pontiggia – L’hanno garantito nel loro intervento all’assemblea dell’Abi sia il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, sia il ministro dell’Economia e delle Finanze, Fabrizio Saccomanni. Questa pesante crisi economica, del resto, arriva da altri Paesi, non è stata certo creata dalle banche italiane che, anzi, a differenza di quanto avvenuto altrove, non hanno usufruito di contributi da parte dello Stato».
Secondo Pontiggia, il punto fondamentale è che «anche le banche sono imprese» e come tali devono sottostare alle regole e alle logiche aziendali. «La loro materia prima è il denaro, che deve essere raccolto, investito e remunerato – afferma il banchiere comasco – Il sistema del credito non può essere visto come qualcosa di antitetico con cui le imprese produttive devono lottare e scontrarsi. Imprese di tipo finanziario e imprese di tipo produttivo devono collaborare assieme per superare le difficoltà e rilanciare l’economia, in quello che il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, ha definito un “rapporto di parallelismo”».
Diversi sono i punti che, secondo Pontiggia, danno concretezza a questa alleanza tra mondo del credito e aziende. «Innanzitutto le banche possono assistere le imprese che hanno know-how e capacità nella raccolta di capitali, anche privati, attraverso il collocamento di bond sul mercato. Oggi non si può più fare impresa sottocapitalizzata, ricorrendo alla liquidità o ai prestiti bancari: occorre partire dal giusto livello di capitale. In secondo luogo, lo Stato deve rifinanziare il fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, che permette alle aziende di qualità di ottenere finanziamenti. Penso poi che anche il recente accordo fatto dall’Abi per la sospensione delle rate dei mutui in aggiunta alle proroghe già concesse vada nella direzione di creare le giuste condizioni per sviluppare questo rapporto collaborativo con le imprese».

Nella foto:
Il tema del credito alle imprese, cruciale per contrastare la crisi, è stato al centro dell’assemblea nazionale dell’Abi a Roma

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