Cronaca

«Le paratie gonfiabili solo un’idea. Intanto cerchiamo alternative per la soluzione dei panconi»

altIl futuro del lungolago
Il sindaco: «Nulla è definitivo ma vedere non costa nulla»

(e.c.) Il contrasto tra gli 8 anni complessivi che serviranno per completare il cantiere per le paratie e la nuova passeggiata, i circa 30 milioni di euro necessari, e la “povertà” tecnologica delle soluzioni per arginare il lago (tra barriere gonfiabili e panconi da installare a mano) non sfugge nemmeno al sindaco di Como, Mario Lucini. Il quale, però, ieri, ha tenuto a tirare il freno a mano sulla effettiva realizzazione di entrambe le soluzioni. Anzi, il primo cittadino ha fatto un passo in

più. E, addirittura, ha messo in discussione l’idea stessa delle 750 barre in acciaio da accatastare in qualche deposito comunale salvo poi dare l’input ai propri operai per montarle in tutta fretta in caso di pericolo esondazione.
Il primo commento, però, è dedicato a quella sorta di “viaggio della speranza” che una delegazione di tecnici e dirigenti comunali farà entro il 15 novembre prossimo in Svizzera, a Biasca, per vedere da vicino il prototipo delle paratie gonfiabili in azione.
«La premessa d’obbligo è che qualunque soluzione seria che possa aiutarci merita comunque considerazione – afferma Lucini – Poi, per quanto riguarda il caso specifico delle paratie gonfiabili, possono rappresentare un’idea. Andremo a vederle in funzione ma nessuna decisione è stata presa e, ovviamente, nulla è definitivo». Lucini sottolinea che «siamo davanti a un prototipo, che ancora non è stato materialmente impiegato in alcun lago come il nostro e che quindi non sappiamo se funziona oppure no».
Insomma, interesse per la possibile alternativa ad altri sistemi sì, ma con molta cautela. «In linea puramente teorica – aggiunge Lucini – le paratie gonfiabili potrebbero avere un senso davanti a piazza Cavour e forse nel tratto che prosegue fino a piazza Matteotti, ma non dove la gran parte delle opere progettate è stata completata (ovvero nel tratto fino ai giardini a lago, ndr).
In tema di sistemi di difesa dalle esondazioni, a oggi quello teoricamente prescelto dall’amministrazione – dopo aver scartato le soluzioni tecnologiche originarie, con barriere a innalzamento automatico – è ancora incentrato sulla posa di 750 panconi in metallo lungo il parapetto storico del lungolago. Si tratta di lastre da montare una sopra l’altra per tre file e capaci di fermare il lago fino 200 metri e 30 centimetri sopra il livello del mare.
Inutile dire che anche la sola laboriosità del montaggio dei panconi, oltre al fatto che i materiali dovrebbero essere stoccati in depositi lontani dal lungolago, ha sempre suscitato dubbi e perplessità.
«Anche su questo aspetto – rivela, però, Lucini – stiamo valutando opzioni diverse. Al momento non abbiamo alternative ai panconi veri e propri, ma vorremmo almeno evitare il loro deposito lontano dal lungolago. Averli già in sede, se non proprio già montati in qualche modo, sarebbe meglio. Ma, per ora, si tratta soltanto di idee».

Nella foto:
Sopra, un prototipo delle paratie gonfiabil come quello che vedranno i tecnici del Comune. Sotto, una foto d’archivio con il lago in piazza Cavour
3 Novembre 2013

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