«Le paratie si possono evitare»

Lucini: «Il Politecnico ha confermato che la soglia di 200,30 centimetri non è un dogma»
Il giorno dopo il lungo confronto con gli studiosi dell’Università dell’Insubria e del Politecnico di Como, il sindaco Mario Lucini parla ufficialmente della questione. E, in buona parte, conferma le anticipazioni emerse ieri, almeno
relativamente ai punti più caldi: la realizzazione o meno delle paratie vere e proprie lungo la nuova passeggiata e i possibili danni per gli edifici che si affacciano sul secondo lotto del cantiere (piazza Cavour-viale Geno).
La novità ufficiale più significativa è sicuramente l’avallo tecnico-scientifico contenuto nello studio del Politecnico circa la possibilità – sempre sostenuta da Lucini – di evitare l’impianto delle barriere antiesondazione. «I lavori presentati da Università dell’Insubria e Politecnico non sono ancora del tutto completi, per cui non possiamo trarre conclusioni definitive – ha premesso il primo cittadino – Il Politecnico ha lavorato in particolar modo sull’analisi delle piene e dei livelli del lago, in modo da valutare se sia congrua o meno la quota di 200,30 centimetri sul livello del mare per la difesa della città dalle esondazioni. Lo studio dice che esistono i margini per riconsiderare questo aspetto e che quella soglia non è un dogma intoccabile».
Parole soltanto apparentemente tecniche, perché dietro numeri e analisi, il significato è uno solo: stando alle “rassicurazioni” del Politecnico, sarebbe assolutamente possibile evitare di innalzare ogni forma di paratia sul lungolago di Como (la quota di 200,30, infatti, si raggiunge unicamente con l’innalzamento al massimo delle paratie previste dal progetto originario). E se a questo si aggiunge la storica contrarietà del sindaco a realizzare le barriere contro le eventuali fuoriuscite del lago, si capisce come il mix significhi una cosa sola: un asse tecnico-politico per presentarsi in Regione con argomenti validi per stoppare le paratie. Lucini, senza nemmeno troppe perifrasi, conferma. «A questo punto potremmo prendere in considerazione strade diverse rispetto alla realizzazione delle paratie così come progettate all’inizio – afferma – E, di sicuro, porteremo lo studio in Regione per ridiscutere il progetto. Tra l’altro, sempre il Politecnico ha lavorato sulla possibilità di riuscire a gestire gli afflussi dell’acqua senza realizzare la seconda vasca sotto la passeggiata da piazza Cavour a viale Geno».
Lunedì scorso, comunque, è stato discusso anche un’altro studio, realizzato dall’Università dell’Insubria. «Questo studio si è concentrato sugli aspetti geologici e geotecnici per valutare la migliore prosecuzione dei lavori – ha sottolineato Lucini – Su questo, però, e sull’effetto che il cantiere potrebbe avere sugli edifici vicini, mancano ancora alcuni dati relativi agli spostamenti registrati nel corso del cantiere per poter decidere se proseguire i lavori come ipotizzato oppure no. Attendiamo anche l’esito di un monitoraggio satellitare». I rischi, insomma, non sono ancora stati scongiurati.

Emanuele Caso

Nella foto:
Una panoramica del secondo lotto del cantiere per le paratie. È in particolare su questo tratto, tra piazza Cavour e viale Geno, che si temono conseguenze per gli edifici

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