Cronaca

«Le punizioni fisiche favoriscono il bullismo»

Il convegno al Sant’Anna
Ricercatori di sette università italiane a confronto sui rischi per gli adolescenti
Un’età sempre più a rischio quella adolescenziale. I pericoli potenziali per i giovani sono ovunque e, soprattutto nell’era moderna, possono essere rappresentati da atti di bullismo, reali o virtuali, messi in pratica anche con un uso persecutorio dei social network e del cellulare. Prepotenze e umiliazioni, anche fisiche, che possono minare in profondità la salute mentale dei ragazzi.
Di questi temi si è discusso nel corso del convegno dal titolo “La salute e il benessere dei
giovani”, svoltosi ieri all’ospedale Sant’Anna a San Fermo della Battaglia. La giornata di studi è stata organizzata dal “Centro interuniversitario per la ricerca sulla genesi e sullo sviluppo delle motivazioni prosociali e antisociali” che comprende sette atenei italiani (Sapienza di Roma, Federico II di Napoli, Cattolica di Milano e le Università degli Studi di Firenze, Padova, Torino e Catania), col Dipartimento di salute mentale dell’azienda ospedaliera Sant’Anna di Como, ed è promosso dalla Fondazione “Cristina Mazzotti”.
«La nostra attenzione si è concentrata proprio su queste manifestazioni di aggressività – dice il professor Gian Vittorio Caprara, del dipartimento di Psicologia dell’Università Sapienza di Roma – Abbiamo verificato, attraverso studi e monitoraggi effettuati su gruppi di ragazzi, come sia fondamentale riuscire a sviluppare nelle vittime la loro capacità di risolvere, in autonomia, il problema. Si è dimostrato inoltre come influisca molto l’ambiente familiare. Ed è emerso come le punizioni fisiche siano un fattore che non contrasta ma anzi favorisce l’aggressività nei giovani che poi la possono manifestare su altri coetanei».
I ricercatori, provenienti da numerose università italiane, si sono confrontati proprio sulle strategie e sugli interventi utili a promuovere il benessere degli adolescenti. Un’analisi dettagliata che rappresenta «il nucleo centrale di un progetto pilota – avviato in 9 Paesi e che vede Napoli e Roma capofila italiani – che punta proprio a sviluppare le capacità di gestione di questa situazione», come spiega Vito Tùmmino, responsabile dell’unità di Psicologia clinica del Sant’Anna.
Sul nostro territorio è già operativo, anche se l’inaugurazione ufficiale avverrà prossimamente, un nuovo ambulatorio – parte del dipartimento di salute mentale del Sant’Anna – destinato proprio al trattamento dei pazienti più giovani, a partire ovviamente dagli adolescenti. Qui vengono affrontati stati quali ansia, stress post-traumatico, aggressività o difficoltà a controllare la rabbia, disturbi che sempre più di frequente compaiono negli adolescenti.

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Sono sempre più frequenti i casi di ragazzi vittime di bullismo, prepotenze e umiliazioni (Mv)
15 maggio 2012

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