«L’erba di Zambrotta per riportare la vita in via Leoni»

Storia di quartiere
La Circoscrizione 6 chiede il tappeto sintetico per il campetto pieno di buche e sassi
Zolle di terra, pietre sporgenti e pochi ciuffi spelacchiati d’erba. Si presenta così il campetto di calcio di via Leoni.
«Le porte le ho fatte togliere poco tempo fa perché arrugginite e pericolanti – dice Giorgio Cavadini, presidente della Circoscrizione 6 al cui interno si trova la via – e per evitare che qualcuno si potesse fare male».
Il passaggio successivo è venuto spontaneamente. «Il lungolago Zambrotta ha chiuso. È dunque venuto naturale chiedere al campione del Milan

di poter riutilizzare l’erba sintetica per rifare il campetto – dice Fabio Scudeletti, presidente della commissione Sport della Circoscrizione 6 – E quindi abbiamo mandato una richiesta alla società che ha curato l’intervento». Proprio ieri mattina, peraltro, sulla passeggiata si sono visti i primi operai al lavoro per smantellare le installazioni che hanno ridato vita al lungolago per 4 mesi e mezzo.
«Abbiamo chiesto di riutilizzare parte del tappeto di erba sintetica perché da anni nel campetto di via Leoni c’è il pericolo di farsi male giocando a calcio. È una pietraia e i ragazzi si fanno male».
Una prima risposta arriva da Andrea Gregorio, amministratore delegato della società Young Boys, curatrice della riapertura temporanea del lungolago. «Purtroppo ci sono alcuni intoppi. Si tratta infatti di tappeti che una volta stesi possono resistere senza alcun problema anche per dieci anni – dice Andrea Gregorio – Rimuovendoli invece si possono rovinare in alcuni punti e quindi non essere completamente riutilizzabili. Comunque solo dopo aver completato le operazioni di rimozione del materiale dal lungolago potremo valutare il riutilizzo dell’erba e soprattutto in che percentuale».
La speranza è che almeno una parte possa arrivare in via Leoni. «Sarebbe positivo. Ormai ci giocano in pochi nel campetto – aggiunge il presidente della Circoscrizione 6 – Poco tempo fa una persona si è ferita urtando contro un ferro che spuntava dalla recinzione. Rifare il campo sarebbe un modo per riportare la gente del quartiere. E i ragazzi potrebbero riprendere a giocare con maggior sicurezza. Non mi preoccupa neanche l’altezza differente dell’erba sintetica (i tappeti stesi sulla passeggiata avevano infatti altezze e colorazioni differenti per delineare le varie aree del lungolago, ndr)».
«Per le partitelle dei ragazzi queste differenze non sono rilevanti», conclude Cavadini. «Ora dobbiamo procedere con la conclusione dei lavori (la società ha 15 giorni di tempo). Dopo, esclusa una parte dei tappeti già destinata ad un altro utilizzo, potremo valutare, in base a ciò che rimarrà, le varie necessità – conclude Andrea Gregorio – Ho ricevuto la richiesta del presidente Scudeletti e verrà valutata».

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Due volti
Una fotografia emblematica delle condizioni disastrose in cui versa il campo di calcio di via Leoni. Tra pietre e voragini, mancano pure le porte (Mv)

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