Elezioni 2012

Roberto Maroni nella sede di Etv e Corriere di Como: «L’Imu? Come un pizzo»

«Dopo gli scandali continua la pulizia con la ramazza»
Un «balzello», una «vergogna». Un «pizzo». Roberto Maroni, candidato alla guida della Lega Nord dopo lo scandalo che ha spinto Umberto Bossi a dimettersi da segretario federale, si scaglia contro l’Imu sulla prima casa. L’ex ministro dell’Interno ieri mattina era a Como, per sostenere la candidatura a sindaco di Alberto Mascetti. Prima della conferenza ufficiale ha trascorso mezz’ora nella sede di via Sant’Abbondio, concedendo un’intervista esclusiva a “Corriere di Como” ed Etv, davanti
alle telecamere di ZeroTreUno.
Onorevole Maroni, tra pochi giorni vedrete il frutto della corsa elettorale in solitaria. Il divorzio dal Pdl vi preoccupa?
«No. Di solito, quando corriamo da soli il consenso aumenta. Separarci dal Pdl non è una scelta affrettata o debole. Tutto il contrario. È una scelta squisitamente politica: non potevamo presentarci con un partito che sostiene il governo Monti. Il quale, a sua volta, ha fatto il contrario rispetto a quanto lo stesso Pdl aveva promesso insieme con noi nel 2008. Mi riferisco, in particolare, all’imposta sulla prima casa. Un balzello, una vergogna. Un “pizzo”. La prima casa è un investimento non speculativo, ma affettivo. Il luogo dove vive la famiglia. Noi avevamo tolto l’Ici, restituendo le risorse ai Comuni. Il governo l’ha rimessa, aumentandola e girandone una parte a Roma. Il Pdl sostiene questo esecutivo? La nostra scelta logica è correre da soli».
A proposito di Imu, centinaia di sindaci italiani si dicono pronti alla disobbedienza fiscale. E lei ha invitato i Comuni a disdire il contratto con Equitalia, la società che riscuote le tasse per conto delle amministrazioni locali.
«Oggi (ieri, ndr), in consiglio federale iniziamo a studiare una serie di proposte in materia fiscale, che vanno dalla disdetta del contratto con Equitalia al patto di stabilità, passando per l’Imu e per le aliquote che i Comuni dovranno stabilire. Sarà un pacchetto di iniziative che proporremo ai sindaci. Vogliamo ripartire dai Comuni, oggi tartassati dal governo Monti. La nostra è una battaglia per la democrazia».
Passiamo alle cronache delle ultime settimane. La Lega sta attraversando un momento difficile, dopo la vicenda iniziata con l’ex tesoriere Belsito.
«Abbiamo già cominciato a fare pulizia, adoperando la ramazza nei confronti di chi ha usato male i soldi della Lega. Chi l’ha fatto, dovrà restituire tutto. Dovrà risponderne. E non guarderemo in faccia nessuno. Qui sta la nostra differenza: altri partiti, invece, hanno nascosto la polvere sotto il tappeto».
Esistono ancora bossiani e maroniani?
«Adesso esistono i leghisti. Le divisioni ci sono state, e a posteriori capiamo anche quali finalità avevano. La scossa è servita a far pulizia».
Teme che questa scossa inciderà sul voto amministrativo?
«I soldi, Belsito e la Tanzania lasceranno il segno, credo. Lo stesso non posso dire delle presunte tangenti Finmeccanica, una storia inverosimile e paradossale».
Sa che on-line esiste una petizione, provocatoria, per annettere la Lombardia alla Svizzera? E che ha già raccolto oltre 20mila firme?
«Sì. Ed è provocatoria fino a un certo punto: il legame tra Como, Varese e Ticino è forte. Territori che fanno parte della stessa regione, l’Insubria. Non mi sembra una proposta campata per aria. Ovviamente, noi di Varese (Maroni è nato 57 anni fa nella Città Giardino, ndr) vogliamo arrivare all’annessione prima di Como. Perciò -ironizza l’ex ministro dell’Interno – stiamo facendo i salti mortali per precedere voi comaschi».

Andrea Bambace

Nella foto:
Un momento dell’intervista esclusiva concessa da Roberto Maroni a Michela Vitale per “Zerotreuno”, negli studi di Etv (foto Fkd)
1 Maggio 2012

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