«Lo scandalo è di chi posteggia in cortile senza averne bisogno»

Mario Pastore, presidente dell’assemblea cittadina
Nessun privilegio. Anzi, la rivendicazione di un bisogno. Una opportunità che diventa funzionale al normale svolgimento dei lavori dell’assemblea cittadina. Il presidente del consiglio comunale di Como, Mario Pastore (oggi segretario provinciale di Futuro e Libertà ma nel 2007 eletto nelle liste di Forza Italia) replica così a chi sostiene che la scelta di riservare l’intero parcheggio di via Perti unicamente ai consiglieri comunali sia un privilegio di casta, un odioso favore facilmente

evitabile.
«Penso che questa scelta sia assolutamente corretta, soprattutto per le persone che arrivando da fuori città devono partecipare alle commissioni o al consiglio».
L’obiezione è che i consiglieri sono cittadini come gli altri, quelli cioè che un parcheggio se lo devono trovare e, magari, anche pagare.
«Se l’utilizzo esclusivo del parcheggio di via Perti togliesse ai cittadini normali posti auto, allora sarebbe ingiusto. Ma la strada è inaccessibile ai cittadini».
Appunto. Si trasforma una via del centro storico in un posteggio. Troppo comodo, no?
«Non sono soltanto i consiglieri ad avere l’opportunità di posteggiare gratis. Il sindaco, gli assessori, il segretario generale e il capo di gabinetto parcheggiano nel cortile di Palazzo Cernezzi».
E lei? Dove lascia la macchina? Dentro o fuori?
«Ho il posto dentro il palazzo, nel cortile. Ma lo uso soltanto quando vado in Comune, mentre altri vi lasciano la propria auto sempre, anche quando non sono impegnati in attività istituzionali».
Non c’è qualcuno chiamato a controllare?
«Il problema è stato sollevato da più persone anche in commissione patrimonio. È scandaloso che il cortile venga utilizzato come parcheggio da chi non è in Comune».
Senta, ma non crede che sia venuto il momento di abolire comunque certi privilegi?
«Fino al 2000 tutti i consiglieri comunali parcheggiavano dentro il cortile, oggi sono fuori, in via Perti. Non abbiamo auto blu, rimborsi né autisti. Niente. Altro che privilegi».

Dario Campione

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