Il fisioterapista Marcato: «Londra 2012, il mio sogno»

Il personaggio. Il lariano Giovanni Marcato, massofisioterapista dell’Italia di canottaggio, è già stato “precettato” per le prossime Olimpiadi
«Non vedo l’ora di uscire dal tunnel dello stadio in occasione della cerimonia d’apertura. Chi lo ha già fatto mi ha detto che sarà una delle emozioni più grandi». Giovanni Marcato, 47 anni, è il primo comasco che ha la certezza di essere presente alle Olimpiadi di Londra.
In questo periodo c’è un buon numero di atleti lariani che sta lottando per avere un pass in varie discipline. Ma il cermenatese Marcato ne ha la sicurezza, visto che è il massofisioterapista della nazionale di

canottaggio. La “benedizione” gli è già arrivata da Antonio Spataro, il medico della Federazione italiana canottaggio. Per i Giochi 2012, dunque, c’è un “tassello” lariano, in attesa che gli atleti di casa nostra allunghino questa lista.
«Proprio Spataro – spiega Marcato – mi ha detto che alle Olimpiadi il momento più emozionante è la cerimonia d’apertura. Quando si esce dal tunnel e si vede tutta quella gente. Non è un caso – e a questo punto il massofisioterapista mostra il calendario – che stia contando i giorni che mancano alla cerimonia di inaugurazione». Che per la cronaca è fissata al 27 luglio 2012. «Penso che arrivare lì sia il sogno di una vita per chiunque» dice.
Marcato da molto tempo è impegnato nel mondo dello sport. È stato per tre anni al Calcio Como e ha seguito atleti di tutte le discipline. Nel suo studio troneggiano una maglia del milanista Rino Gattuso e tanti autografi con dedica di campioni che lo ringraziano. La maggior parte è di protagonisti del motociclismo (tra cui il compianto Matteo Campana), sport che per Giovanni è prima di tutto una grande passione.
Ma ora è prioritario l’impegno con la Federazione canottaggio. Un incarico che ha avuto dopo la collaborazione iniziata nel 2007 con Daniele Gilardoni. Proprio quest’ultimo è stato, con la conquista di una medaglia d’oro nel “singolo pesi leggeri”, assoluto protagonista della prova di una settimana fa di Coppa del Mondo a Monaco di Baviera. Un successo (in una specialità non olimpica) arrivato dopo un anno no e che lo stesso campione bellagino ha dedicato anche a Marcato, una tra le persone che più lo hanno aiutato in questa rinascita.
E proprio a Monaco di Baviera Marcato ha realizzato una serie di immagini “dietro le quinte” che in parte sono pubblicate in questa pagina. Scatti dalla spedizione in Germania. In attesa di farne nelle prossime occasioni e soprattutto alle Olimpiadi 2012.
«Quando sono stato chiamato – spiega Marcato – la prima cosa che mi è stata detta è che in questo sport non ci sono soldi. Ma mi è stato garantito che avrei trovato un bell’ambiente e che mi sarei divertito». E così è stato. Al lariano sono state affidate le cure dei Senior maschili e femminili. Tra loro spiccano le portacolori comasche Claudia Wurzel, Elisabetta Sancassani e Sara Bertolasi. Un gruppo che viene seguito sui campi di gara, ma anche a Bregnano, dove Marcato opera in collaborazione con la struttura Alliance Medical.
«Nel mondo del remo – spiega Marcato – ho trovato tanta passione, unita a capacità, organizzazione e umiltà. E rispetto da parte di tutti nei riguardi di noi che lavoriamo al loro fianco. Gente che ha vinto medaglie olimpiche che, se ha bisogno, chiede ancora “per favore”». E lui, che ha lunghi trascorsi nel mondo del calcio, dove invece tutto è dovuto, a questo non era abituato. «La premessa è che il calcio mi ha dato tanto – spiega – ma di quel mondo salvo poche persone che hanno valori. Posso fare un nome su tutti, quello di Corrado Cotta, allenatore del Como con il quale ho lavorato quando ero nella società lariana. Una persona eccezionale sotto ogni punto di vista. E poi c’è qualche giocatore. Sono grato anche al presidente Antonio Di Bari, che mi ha portato a lavorare nel suo club».
Ma ora che è impegnato con il canottaggio i ricordi calcistici paiono lontani, anche se alla fine si sta parlando di un paio di anni fa. Meglio pensare allo sport del remo. «Posso garantire che non avevo mai vissuto emozioni come quelle di una settimana fa a Monaco di Baviera – aggiunge – È stato bello sia rivedere i posti che hanno ospitato le Olimpiadi del 1972 sia stare fianco a fianco di atleti arrivati da tutto il mondo, visto che erano in gara ben 46 Nazioni».
E sulle prospettive dei nostri portacolori, non solo comaschi, che quest’anno devono conquistare il pass per Londra 2012, Marcato è ottimista. «Ho visto un bel gruppo, carico e motivato, con ragazzi giovani che hanno voglia di lavorare e far bene e quelli più esperti che per loro possono essere una guida – afferma – Mi sembra il giusto mix per sperare di ottenere risultati importanti». E su questo fronte, il massofisioterapista della nazionale tiene a sottolineare: «C’è qualcuno che ha sostenuto che l’Italia, con i suoi armi olimpici, a Monaco di Baviera sia andata male, perché è arrivata solo la medaglia d’argento del “due senza” con Niccolò Mornati e Lorenzo Carboncini».
«Io non capisco francamente queste analisi – aggiunge seccamente Marcato – che non considerano il valore e la costante crescita degli atleti di altre Nazioni. Forse non ci si rende conto che vincere non è mai facile. E non mi riferisco al canottaggio, ma a tutti gli sport. Certe analisi semplicistiche andrebbero evitate e ci vorrebbe più rispetto per il lavoro che viene fatto da tutto lo staff e dagli atleti e che, ne sono sicuro, alla fine darà i suoi frutti».

Massimo Moscardi

Nella foto:
Marcato firma un autografo a una fan tedesca

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