«Lorini si dimetta subito o vada via l’assessore. Posti blu per fare cassa»

altLa sinistra contro la sinistra

«Lorini si dimetta oppure si dimetta l’assessore Daniela Gerosa. Un funzionario non può condizionare in modo così pesante le decisioni politiche della città. È assurdo che vengano applicate le scelte delle amministrazioni di centrodestra senza che nessuno sia stato informato. Se è accaduto, vuol dire che il dirigente ha preso il sopravvento sull’assessore. E questo è inaccettabile».
Donato Supino, presidente del comitato politico comasco di Rifondazione Comunista e consigliere comunale

per 5 anni a Palazzo Cernezzi nel mandato precedente, dà voce a un altro pezzo di sinistra comasca insoddisfatta dalla giunta Lucini e insofferente di fronte alle decisioni prese di recente da chi è al governo del capoluogo.
Come la Uil e l’Adoc, così Rifondazione ha messo per iscritto i motivi della sua contrarietà alla valanga di posti blu piovuta sulla città. E ha parlato di «rivoluzione deficitaria».
Una rivoluzione «apprezzabile nelle intenzioni» ma rimasta tutta sulla carta.
«La limitazione della sosta in centro città era prevista nel nostro programma per le comunali dell’anno scorso – scrivono in una nota i dirigenti comaschi di Rifondazione – Il piano proposto dalla giunta comunale, però, non convince sotto molti punti di vista».
Motivi noti: dalla mancanza dei nuovi parcheggi in Ticosa alla «scarsa incentivazione dei mezzi pubblici», per non parlare dell’aumento «indiscriminato dei posti blu e della lievitazione dei loro costi».
Sulle tariffe aumentate a sorpresa, sottolineano i dirigenti di Rifondazione, «colpisce il rimpallo di responsabilità tra l’assessore Gerosa e l’ufficio tecnico del Comune. Non è un bel segnale per i cittadini vedere un simile scaricabarile, sapere che l’assessore non fosse a conoscenza di un aumento che colpisce in modo così marcato le tasche dei comaschi». Rifondazione non si limita a lanciare strali, indica anche qualche soluzione che vorrebbe «più graduale, legata a un uso maggiormente efficace del trasporto pubblico e senza costi aggiuntivi per i cittadini, i lavoratori e le altre categorie più deboli, in modo da non rendere il centro off limit per gli stessi comaschi». In particolare, la proposta della sinistra radicale è «stipulare convenzioni, valutando ogni singolo caso, con le attività commerciali del centro, in modo che il parcheggio non pesi sullo stipendio dei lavoratori, impossibilitati a usare il mezzo pubblico».
Dopo la Uil, quindi, anche la sinistra radicale insiste sul tema delle strisce blu per mettere in risalto ciò che la differenzia dalla giunta Lucini. «In campagna elettorale abbiamo parlato anche noi di ampliamento della Ztl, ma l’obiettivo primario avrebbe dovuto essere una Convalle più vivibile – dice ancora Supino – I parcheggi a pagamento servono invece a fare cassa. E mettono in difficoltà le persone che ogni giorno giungono a Como soprattutto per lavorare». In questo modo, insiste il dirigente di Rifondazione, «la città non migliora. Se proprio non si può fare a meno di tutti questi parcheggi a pagamento – conclude Supino – allora si decida di investire ogni euro guadagnato con i parcometri per incrementare il servizio di trasporto pubblico. E magari mettere finalmente in funzione il servizio a chiamata, che è stato promesso inutilmente da molti anni».

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