«Lotta al doping con Zeman»

Ciclismo – Franco Bettoni, numero uno della Federazione comasca, traccia il bilancio – positivo – della situazione del pedale lariano. E prepara una nuova battaglia
«Io insisto con la lotta al doping. Non si possono fare esami dopo le gare dei giovani? Allora organizzerò un convegno per parlare dei danni che causano le sostanze proibite. Ho già invitato Zdenek Zeman».
Franco Bettoni, grintoso presidente della Federazione ciclistica comasca, non si arrende. Oltre a snocciolare volentieri le statistiche e il positivo bilancio della stagione 2011, si sofferma sulla battaglia che porta avanti da anni.
Quella, appunto, della lotta al doping. La sua

idea era di fare esami dopo le gare giovanili, ma non è riuscito a raggiungere l’obiettivo. «Ma non mi arrendo – dice – A questo punto voglio fare a Como un grande convegno in cui affronteremo questo problema. Un’occasione in cui spiegare con parole chiare i danni del doping. E ho invitato anche Zeman: gli ho già parlato e lui vuole capire bene di che cosa si tratta. Lo incontrerò presto per spiegargli il senso della mia iniziativa e spero davvero di averlo con noi quel giorno».
«Quando guardo i giornali e le notizie di ciclismo sono sconsolato – dice ancora Bettoni – alla fine si parla sempre di corridori che hanno problemi di doping e non di risultati sportivi. E io insisto: dobbiamo fare opera di promozione sui più giovani e sui loro genitori».
Detto questo, il presidente della Federciclismo tiene anche a fare il punto della situazione sul Lario. Como può essere definita un’isola felice. E non è un caso che alle premiazioni di fine stagione, l’11 dicembre in città, interverrà di persona il numero uno nazionale Renato Di Rocco.
«La nostra provincia è stata l’unica in Lombardia ad aumentare le gare rispetto al calendario scritto a inizio stagione – afferma Bettoni – A Milano, invece, ne hanno fatte 18 in meno rispetto alle richieste».
Tra queste competizioni spiccano alcuni “gioielli”. «Il Giro della Provincia per Allievi ha avuto presenze record con un vincitore, il piemontese Mattia Viel, che farà parlare di sé. Ed è da tenere d’occhio anche il secondo, il nostro Francesco Antognazza, un ragazzo promettente».
«C’è poi la Giornata Nazionale della Bicicletta – aggiunge il presidente – con 650 corridori iscritti e ragazzi venuti da tutta Italia per la prova degli Esordienti. Suggestiva la partenza della corsa dalla sede cittadina del Don Guanella, in concomitanza con la proclamazione a santo». E l’anno prossimo sarà la cinquantesima edizione: «Mi piacerebbe, come avveniva agli inizi, che almeno una corsa partisse da Como, con la benedizione del vescovo. Spero che Diego Coletti ci voglia concedere questo onore».
C’è poi la corsa per Elite e Under 23 con arrivo sulla mitica salita del Muro di Sormano. Una gara in cui Bettoni è stato in prima linea su tutti i fronti, curando ogni aspetto dell’organizzazione.
«È stata un successo – afferma – e ne hanno parlato anche in Belgio, Olanda e Francia, dove il “Muro” ha sempre grande fascino».
Riscontri positivi anche sul fronte degli atleti: «Sono in aumento in tutte le categorie. Le società sono una sessantina, un bel numero. Per l’attività generale, siamo la quarta provincia in Lombardia dopo colossi come Bergamo, Brescia e Milano».
Dal 2011 al 2012, ultimo anno di mandato di Franco Bettoni come presidente della Federazione lariana. La carne al fuoco, sul fronte delle gare, è molta. Oltre al convegno sul doping, il numero uno del pedale comasco intende rafforzare le sue gare-gioiello: «Il Giro della Provincia per Allievi sconfinerà nelle province di Milano, Lecco e Sondrio e sarà una grande kermesse. La corsa di Sormano è già iscritta a calendario il 1° settembre, mentre per la Giornata della Bicicletta, che, come ho detto, sarà alla sua 50ª edizione, faremo le cose in grande».
Ma c’è anche un cruccio. Una nuova battaglia che Bettoni vuole intraprendere. «A Roma la Federazione ha deciso di imporre una nuova regola, ossia di bloccare tutte le gare ciclistiche per una domenica al mese – conclude – Mi pare una assurdità, una scelta che farà diminuire le corse e perdere praticanti. Al prossimo consiglio nazionale darò battaglia su questo fronte».

Massimo Moscardi

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