«Ma contro il pericolo delle temperature fredde basta coprirsi bene»

L’intervento del primario di cardiologia del Sant’Anna
Catena inarrestabile di cadute e scivolate sulle strade di Como e dell’intera provincia.
Il ghiaccio resta infatti la principale insidia, soprattutto dove i marciapiedi non sono stati puliti. Sul fronte temperature, intanto, il primario di cardiologia del Sant’Anna, Carlo Campana, invita a non creare eccessivi allarmismi: «Per le persone sane, bambini compresi, queste temperature non comportano rischi, a patto ovviamente di coprirsi in modo adeguato».
Il ghiaccio ha reso impraticabili
i marciapiedi in gran parte del capoluogo e anche in provincia. Problemi anche sulle strade. La via Balbiani-Monticelli, ad Albate, è stata chiusa al traffico alcune ore per la rimozione di una lastra ghiacciata che ricopriva la carreggiata.
Alle 11 di ieri, al pronto soccorso del Sant’Anna, erano già stati accolti 12 pazienti incappati in brutte scivolate, alle prese con fratture e traumi ai polsi, alle caviglie e anche alla testa. La “processione” è proseguita poi per gran parte della giornata.
Rischi cadute a parte, il primario di cardiologia invita come detto a non creare allarmismi sul fronte delle temperature. «La serrata che ho visto in questi giorni mi sembra eccessiva – dice lo specialista – Abbiamo temperature che possono essere di riscontro abituale per chi va in montagna, dove peraltro la quota è maggiore e la presenza di ossigeno più rarefatta. Eppure, in montagna si va senza problemi mentre qui si tende a chiudersi in casa. Siamo in presenza di un freddo secco. Basta coprirsi in maniera adeguata e non c’è alcun problema, ovviamente per le persone sane». I rischi riguardano invece le persone molto anziane e i pazienti con problemi cardiaci.
«Premesso che in questi giorni non abbiamo registrato un aumento dei ricoveri rispetto alla media stagionale – dice Campana – è evidente come il freddo intenso possa creare problemi ai pazienti più anziani e fragili, spesso affetti da più patologie. Per queste persone il rischio è di un riacutizzarsi di problematiche croniche. Nelle persone ipertese o che abbiano già avuto eventi cardiaci relativamente contenuti – aggiunge il primario – il grande freddo può scatenare più facilmente nuovi episodi ischemici. Non dimentichiamo, poi, che in caso di cadute e traumi chi segue una terapia antiaggregante o anticoagulante può avere problemi legati all’eventuale necessità di terapie ortopediche o interventi».

Anna Campaniello

Nella foto:
I marciapiedi della città sono in condizioni preoccupanti, molte le persone cadute sul ghiaccio

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