«Ma è un errore limitare la presenza dei parenti»

Lo psicologo Roberto Pozzetti
«La compagnia di familiari, amici e persone care è un elemento che influisce sull’umore e sullo stato d’animo di un malato e il beneficio a livello psicologico, in molti casi, si traduce anche in un miglioramento del quadro clinico. Fatte salve le esigenze del personale ospedaliero ed eventuali problematiche cliniche, credo che non si debbano limitare a priori le possibilità di visita ai degenti».
Roberto Pozzetti, psichiatra e psicanalista comasco, sottolinea la necessità di
non trascurare il benessere mentale dei pazienti ricoverati in ospedale. «Naturalmente ci sono ragioni cliniche che possono richiedere maggiore riposo e tranquillità – dice lo specialista lariano – L’aspetto psicologico, però, ha una sua rilevanza. Trascorrere il tempo in compagnia è una fonte di distrazione importante, permette al malato di pensare a qualcosa che non sia la patologia e migliora l’umore. È ormai dimostrato che molte problematiche, anche di tipo organico, hanno una componente psicologica e che il benessere mentale può avere effetti curativi e migliorare il quadro clinico».
In quest’ottica, una maggiore flessibilità e apertura dell’ospedale può rivelarsi utile. «Mettere come regola orari di visita troppo limitati rischia di avere più svantaggi che vantaggi – conclude Roberto Pozzetti – Piuttosto, credo che sarebbe più opportuna una maggiore flessibilità. Bisognerebbe lasciare un maggiore margine di manovra al personale dei singoli reparti perché possano valutare caso per caso e comportarsi nel modo più opportuno, tutelando sia le esigenze sanitarie sia quelle del malato».

Anna Campaniello

Nella foto:
Roberto Pozzetti

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