«Morta per polmonite non diagnosticata»

Presunto caso di malasanità all’ospedale di Erba
I familiari di una donna di 43 anni di Erba, morta nel giugno scorso all’ospedale Fatebenefratelli, accusano il personale del presidio e denunciano un presunto caso di malasanità. Secondo i genitori e le sorelle della paziente, una tardiva diagnosi sarebbe stata la causa del decesso della parente.
«Abbiamo analizzato nel dettaglio il caso, se i familiari hanno deciso di procedere per vie legali ci affidiamo agli uffici competenti», sottolinea però il direttore sanitario dell’ospedale
Enrico Cabrini.
La donna era stata ricoverata il 6 giugno scorso e non ha mai lasciato l’ospedale. Le sue condizioni si sono via via aggravate fino alla morte, il 27 giugno. I familiari si sono rivolti all’avvocato Pierpaolo Livio. «Mi hanno conferito l’incarico di dar corso a ogni e più opportuna azione nei vostri confronti – si legge nel testo già inviato dal legale ai vertici del Fatebenefratelli di Erba – al fine di ottenere il risarcimento di tutti i danni patiti in conseguenza del comportamento, inosservante del dovere di diligenza, tenuto dai vostri sanitari, che non hanno adeguatamente interpretato la sintomatologia in atto pregiudicandone la guarigione, causandone il decesso». «La paziente – a detta di Livio – ha contratto un’infezione polmonare durante la degenza ospedaliera, infezione non correlabile né alla patologia gastroenterica per la quale è stata ricoverata, né alla grave malattia poi riscontrata durante la degenza. Il ritardo nella diagnosi e nell’avvio della terapia è la causa della morte».
«Conosciamo perfettamente il caso e abbiamo fatto indagini e accertamenti accurati – dice Cabrini – Abbiamo analizzato ogni aspetto clinico relativo alla storia precedente della paziente. Se i familiari hanno ritenuto che esistessero gli estremi per contestare il comportamento dell’ospedale, non sta a me dare una risposta. L’ufficio legale farà le pratiche necessarie».

Anna Campaniello

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