«Multato per aver esposto il menu». Bufera sulla società di riscossione

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Tasse e polemiche
Venti commercianti stangati da Ica Srl su incarico del Comune

Si addensano nuvoloni nerissimi sull’appalto con cui il Comune di Como ha affidato, a partire dal gennaio scorso, la riscossione di alcuni tributi a una società privata, la Ica Srl.
E non è un caso che, proprio martedì scorso, l’organismo sindacale che riunisce i pubblici esercizi lariani abbia indetto una riunione sull’operato dei privati. Sarebbero infatti oltre una ventina i casi di commercianti di Como sanzionati da Ica Srl per presunte irregolarità riguardanti l’imposta comunale

sulla pubblicità, il diritto sulle pubbliche affissioni e/o il canone di occupazione del suolo pubblico. In alcuni casi, gli esercenti si sarebbero trovati davanti a richieste di importo tra i 700 e i 1.200 euro solo per aver esposto il cartello indicante il parcheggio del proprio locale o un prodotto con marchio specifico in vetrina.
Curiosamente, peraltro, un consigliere comunale del Pdl, Enrico Cenetiempo, è stato toccato direttamente dal problema. Nei giorni scorsi, infatti, al bar di famiglia in piazza San Fedele è arrivato da Ica Srl un avviso di sanzione per 105 euro. La colpa? Aver esposto il piccolo tabellone con i menu del giorno. «Quando è arrivato l’avviso ero incredulo – racconta Cenetiempo – Vengo accusato di aver fatto pubblicità su suolo pubblico e mi si chiedono 105 euro. Tutto per un cartello che non occupa più di mezzo metro quadrato di spazio. Ora stiamo facendo le verifiche sulla piena legittimità dell’atto, della quale non sono affatto certo. Ma se anche fosse tutto in regola, trovo assurdo che un commerciante che paga 6mila euro all’anno di tassa per l’occupazione del suolo pubblico debba poi essere multato per aver esposto il menu».
Sul caso singolo, ieri, ogni tentativo di contattare telefonicamente la sede cittadina della Ica Srl, in via Dottesio 8, è risultato vano. Il segnale di occupato è rimasto tale per tutta la giornata.
Il caso, però, sta clamorosamente e rapidamente montando, come dimostra la presa di posizione di Confcommercio che, ieri pomeriggio, ha diffuso un comunicato dai toni durissimi sulla vicenda.
«Ica Srl, l’appaltante del servizio di accertamento e riscossione delle imposte sulla pubblicità per il Comune di Como e per altri Comuni, in queste ore sta inviando un elevato numero (al momento non quantificabile) di avvisi di accertamento e irrogazione di sanzioni alle attività commerciali e di servizio della città – si legge nella nota – I nostri uffici di via Ballarini sono affollati da esercenti increduli e arrabbiati e molte sono le telefonate di pari tenore. Al di là della verifica della correttezza della contestazione nelle singole situazioni in corso da parte dei funzionari dell’associazione (che già hanno rilevato varie inesattezze), Confcommercio Como giudica tempi e modi assolutamente sbagliati. Per questo ha chiesto al sindaco Lucini, all’assessore al Commercio, Gisella Introzzi, e ai responsabili della società appaltante, un incontro urgente».
«Quest’azione ci stupisce e al contempo ci irrita, perché non tiene conto della profonda crisi che ancora attanaglia le imprese – prosegue il direttore di Confcommercio Como, Graziano Monetti – Richieste di pagamento di centinaia e addirittura di migliaia di euro sono, per molti esercenti, insostenibili».
Dal canto suo, il presidente Giansilvio Primavesi rimpiange «il maggior dialogo tra Comune e associazioni di un tempo, ora un lontano ricordo».

Emanuele Caso

Nella foto:
Due baristi del locale in piazza San Fedele mostrano il cartello che è valso la sanzione da 105 euro da parte di Ica Srl (Mv)

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