«Multe Ica, ecco come 3 città hanno sospeso le sanzioni»

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Le richieste ai negozianti
Confcommercio scrive al sindaco: «Ci ascolti, segua gli esempi»

Confcommercio non si arrende e torna a chiedere con forza – tramite una lettera inviata al sindaco Mario Lucini – la sospensione dei termini di pagamento per le centinaia di multe affibbiate agli esercenti da Ica, la società incaricata dal Comune di Como di riscuotere e sanzionare in tema di imposte sulla pubblicità e sull’occupazione del suolo pubblico. Per rendere ancora più convincente la propria posizione, l’associazione di via Ballarini è andata a scovare tre casi di amministrazioni locali

che, in casi simili e nei confronti della stessa società, sono riuscite a bloccare le procedure. Si tratta delle città di Savona, Spoleto e Badia, dove le rispettive giunte hanno stoppato per periodo variabili tra i 2 e i 6 mesi l’esecutività delle cartelle inviate da Ica. E questo – esattamente come chiede Confcommercio Como – per procedere alla verifica e all’eventuale emissione di nuovi avvisi, se dovuti. O, in caso contrario, alla cancellazione di quelli emessi.
Tre i motivi ribaditi dall’associazione di categoria nell’invocare la sospensione degli accertamenti. Vengono contestati, in particolare, le multe spedite agli esercenti per gli anni 2011 e 2012, quando Ica ancora non aveva l’appalto; la probabile presenza, tra i casi contestati, di alcuni effettivamente immotivati (per esempio i negozi in franchising, multati ma in realtà esentati dal pagamento dell’imposta sulla pubblicità dalle leggi nazionali); e infine i dubbi sulle modalità utilizzate dagli incaricati Ica per eseguire i controlli e quindi spedire le multe.
Come se non bastasse, Confcommercio ha ribadito che tutte le sanzioni elevate ai negozianti comaschi dovrebbero essere oggetto di un riesame generale per spazzare via ogni dubbio. «La questione è sempre più pesante – concludono da Confcommercio – Basterebbe un passo di buon senso, in altre parole la sospensione richiesta, per poterla dirimere definitivamente. Senza, cioè, dover seguire altre vie che comporterebbero un aggravio di costi per ogni singolo contribuente coinvolto e per la collettività cittadina».
Insomma, la questione Ica è ancora caldissima e destinata a proseguire.

E.C.

Nella foto:
La sede di Ica a Como, in via Dottesio. La società che riscuote e sanziona in tema di imposta sulla pubblicità è al centro delle polemiche

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