«Nessun coltello, solo una zuffa per vicende passate»

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La rapina del minorenne ai giardini pubblici

(m.pv.) La versione dei fatti, fornita dai due ragazzi arrestati dai carabinieri di Como per aver rapinato un minorenne marocchino ai giardini pubblici, è stata diametralmente opposta a quanto contestato dalla procura. «Nessuna rapina, nessun coltello puntato alla gola, “solo” un violento scontro per questioni precedenti». Si è svolto ieri mattina al Bassone, davanti al giudice delle indagini preliminari di Como, Francesco Angiolini, l’interrogatorio della ragazza 22enne di Como e del 23enne

di Laglio. Il gip ha convalidato gli arresti e ha poi disposto la scarcerazione della prima, e i “domiciliari” per il secondo. L’attenzione era soprattutto sulle parole di quest’ultimo, indicato dal 16enne straniero come il giovane (della banda di cinque che lo circondava) che avrebbe brandito il coltello puntandolo alla gola. «Non è vero nulla – avrebbe detto il 23enne, assistito dal suo avvocato Massimiliano Galli – Non avevo alcun coltello. Ho rivisto quel ragazzo marocchino con cui poche settimane fa c’erano state tensioni per una bicicletta scomparsa e poi ricomparsa e ci siamo azzuffati». Il ragazzo, insomma, non avrebbe negato la colluttazione, aggiungendo tuttavia che non avrebbe rapinato alcun soldo. «Ad un certo punto nella zuffa siamo caduti per terra – avrebbe proseguito – poi lui ha fatto per allontanarsi, io gli ho preso il cappellino e l’ho gettato nel lago». La ragazza, in tutto questo non avrebbe preso parte allo scontro, come pure gli altri amici presenti. «Poi stavo camminando con la mia ragazza ed ero all’altezza dell’hangar quanto sono arrivati i carabinieri», è stata la conclusione.
Ora toccherà al pm valutare la situazione. Al momento il giovane di Laglio rimane ai “domiciliari”.

Nella foto:
I carabinieri pattugliano i giardini pubblici di Como dove è avvenuta la rapina

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