«Non c’è futuro senza la variante della Tremezzina»

2014 04 30 statale reginaI consiglieri del Lago di Como, Bianchi e Dotti, scrivono al presidente Maroni
Da sempre vivono sulla Regina e sul lago hanno costruito i loro successi politici i consiglieri regionali Dario Bianchi della Lega Nord e Francesco Dotti di Fratelli d’Italia. Così ieri mattina, insieme, hanno consegnato una precisa richiesta al presidente della Regione, Roberto Maroni. Chiedono di porre fine in qualche modo ai gravissimi disagi quotidiani che si verificano lungo la statale. Il ricordo dei drammatici 23 e 24 aprile è ancora fresco.

Per fronteggiare la situazione del traffico era perfino stata istituita un’unità di crisi in Prefettura. «Il traffico è stato completamente paralizzato a causa di una frana avvenuta sulla Statale 36 del versante opposto, in zona Abbadia Lariana, in provincia di Lecco» scrivono Dotti e Bianchi. La soluzione? Secondo i due consiglieri è unica, ossia la variante della Tremezzina. «Noi consiglieri regionali – scrivono ancora – al pari di molti amministratori locali, ci siamo già fatti promotori, mettendoci la faccia ed insistendo affinché la variante venisse inserita tra le priorità del Piano regionale di sviluppo». «Senza variante della Tremezzina non c’è futuro per il nostro lago» sottolineano ancora i due, che sollecitano una ferma presa di posizione da parte del governatore lombardo. «È arrivato il momento di un tuo intervento, con un’azione decisa presso il Ministero delle Infrastrutture, al quale abbiamo già provveduto a inoltrare la richiesta lo scorso settembre, ma rimasta fino a oggi senza risposta». Dotti e Bianchi ricordano anche i numeri dell’opera, con un costo stimato di 330 milioni di euro, gran parte dei quali da finanziare con fondi statali. «Ecco perché – dicono ancora – serve che la Regione si mobiliti per sollecitare lo stanziamento dei fondi necessari da parte del governo, “senza se e senza ma”. Riteniamo urgente e fondamentale un tuo incontro con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti per la definizione di un piano operativo allargato anche ai consiglieri del territorio». Il caos dei giorni scorsi potrebbe insomma oliare i meccanismi della politica. Il 23 e il 24 aprile i maggiori problemi furono causati dai mezzi pesanti, dirottati da un versante all’altro del Lago di Como. Le strettoie della Tremezzina sono delle vere e proprie trappole per i camion. Anche chi da decenni percorre ogni giorno la strada del lago non aveva mai visto una simile coda. E anche quando la marcia era ripresa, i veicoli hanno proceduto a passo d’uomo. A invocare la variante della Tremezzina il giorno successivo era stato lo stesso prefetto di Como, Bruno Corda. «Non esistono altre alternative. La via che bisogna imboccare è proprio la variante. In tal senso – aveva detto il prefetto – si stanno muovendo tutti i soggetti coinvolti. Dal Ministero alla Regione. Io sono arrivato in città da poco, ma conosco la situazione esistente in questa parte del lago. So che questa arteria rappresenta un nodo viabilistico cruciale e che da tempo sopporta questi problemi» aveva aggiunto, preoccupato anche per l’avvicinarsi dell’Expo e dei suoi milioni di visitatori. P.An.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.