«Non coprite quelle mura»

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Tesori lariani – Si riaccende a Como il dibattito sul parco archeologico di Porta Torre, fra il liceo Volta e l’ex media Parini

Tornano a far parlare di sé le antiche mura di Como, a Porta Torre. La Società Archeologica Comense, nel gennaio 2012, chiese che fosse evitato l’interramento delle mura romane nel cortile tra il Liceo Classico e le Magistrali (ex media Parini), auspicando «un momento di riflessione da parte dell’amministrazione comunale». E ora, a distanza di oltre un anno e mezzo, torna sulla questione. È necessario che le mura romane tornate alla luce nel cortile non siano interrate di nuovo.
A suo tempo il sodalizio archeologico

lariano scrisse in una lettera aperta: «Da tempo la situazione dell’area era critica e la vegetazione cresceva ma abbiamo ritenuto, anche a seguito delle sollecitazioni della Soprintendenza Archeologica della Lombardia e dell’ispettrice, Stefania Jorio, che l’amministrazione comunale predisponesse, dopo anni di incuria, un progetto per la sistemazione e la manutenzione dell’area archeologica, oltretutto inserita in un contesto scolastico. Possibile che non ci possa essere almeno questa volta una utile collaborazione tra Provincia e Comune per reperire i 30.000 euro da destinare alla salvaguardia di queste preziose testimonianze, considerando che la proprietà dell’area è sì comunale ma che sulla stessa gravitano anche edifici di proprietà provinciale?».
Dal 2012 il problema è rimasto tale. «Siamo in attesa che il Comune prenda una decisione, il cantiere è fermo» ha detto ieri al telefono, interrogata dal “Corriere di Como”, la soprintendente Stefania Jorio.
E da parte sua Giancarlo Frigerio, presidente della Società Archeologica Comense, ribadisce: «Non so che problemi ci siano a livello dell’ufficio tecnico comunale per riaprire il museo archeologico della Porta Pretoria, l’antico accesso alla città murata, sotto l’ex media Parini. Se il pubblico vi potesse accedere, sarebbe naturale prosecuzione dell’itinerario archeologico aprire alla visita anche le mura romane del liceo».
Da tempo in effetti si parla anche di riaprire la Pretoria: il Comune pare abbia intenzione di provarci sul serio entro la metà di settembre. Si tratta di un’importante pagina del passato ignota a tanti comaschi: un parco archeologico sotto il piano stradale di via Cantù, tra il liceo Volta e l’istituto Ciceri. È ciò che rimane della principale via d’accesso della città romana e fu edificata nella seconda metà del I secolo a.C. sull’area antistante il liceo classico. Dopo quasi cento anni dal primo rinvenimento, pare insomma che almeno una parte dello storico complesso museale e archeologico sarà fruibile ai comaschi. Il lotto di lavori edili (2003-2005) è costato 133.800 euro finanziati da Fondazione Cariplo; il restauro degli elementi architettonici (2006-2007) è costato 18.868 euro finanziati dal Comune. Il secondo lotto di lavori edili (2005-2008) è costato 113.088 euro di cui oltre la metà finanziati dal Comune e il resto dalla Fondazione Comunità Comasca; il progetto Cultura 2000 (2006-2008) per valorizzare il sito è costato 70mila euro circa finanziati dalla Comunità Europea; il terzo lotto di lavori edili (2008-2011) è costato 130mila euro di cui 80mila finanziati dal Comune e il resto dalla Fondazione Comunità Comasca.
La Como turistica potrebbe trarre giovamento dalla riapertura: pensiamo a quel che accade nel centro storico di Aosta, a Brescia e a Trento dove è visitabile il sito della porta “Veronensis”.
«La Pretoria è una porta tra le più importanti dell’Italia settentrionale – dice Frigerio – e se partisse un progetto concreto di valorizzazione di tutta quest’area di grande importanza archeologica poi si troverebbero anche i fondi».

Lorenzo Morandotti

Nella foto:
A sinistra, il cantiere nel 2012 (foto Baricci). A destra, particolare delle mura romane nel cortile sito tra il Liceo Classico e l’Istituto delle magistrali (ex media Parini)

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