«Non faremo più gli esattori per lo Stato»

alt Il sindaco di Lomazzo scrive al Quirinale e a Palazzo Chigi
Intanto per far quadrare il bilancio sale l’Imu per le seconde case

Non deve più essere il Comune a chiedere ai lomazzesi i soldi destinati alle casse statali. È ora che sia lo Stato a provvedere.
Al sindaco di Lomazzo, Gianni Rusconi, il sistema tuttora in atto non va più bene. E così, fra un calcolo e l’altro per far quadrare il bilancio comunale e con i numeri alla mano che confermano, anno dopo anno, i contributi statali indirizzati al Comune sempre più risicati, il primo cittadino scrive a Roma.
Una posizione forte e chiara che Rusconi ha ribadito

con una lettera indirizzata al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e al presidente del Consiglio, Enrico Letta.
«Allo Stato va il “merito” di aver trasformato i sindaci in esattori fiscali – afferma il primo cittadino di Lomazzo – Siamo noi a presentare il conto dei contributi da mandare a Roma. Li chiedano direttamente loro, senza mettere di mezzo noi sindaci». Rusconi fa riferimento alla Tares, la nuova tassa rifiuti entrata in vigore quest’anno in sostituzione della Tarsu.
«La raccolta e lo smaltimento rifiuti sono un servizio essenziale per un paese e i suoi cittadini, ma anche qui lo Stato ci ha messo lo zampino – incalza il sindaco – Una quota di 0,30 euro al metro quadrato finisce a Roma. È ora di finirla di far riscuotere le tasse ai Comuni e poi mandare i soldi ai ministeri. Lo Stato ha i suoi uffici: che si organizzi e che provveda in modo autonomo a chiedere le tasse senza però mettere di mezzo i Comuni».
Di recente è stato applicato un balzello anche sulle proprietà comunali che vengono alienate. «Grazie al governo Letta, agli inizi di agosto è entrata in vigore una nuova normativa che destina il 10% del valore delle alienazioni allo Stato – dice ancora Rusconi – Noi, a Lomazzo, abbiamo in piazza Volta un immobile del valore di 500mila euro, 50mila dei quali dovranno andare a Roma. Ma sono soldi dei cittadini. Dobbiamo alienare anche un terreno dal valore di 25mila euro, una cifra relativamente bassa rispetto a interventi più corposi: anche in questo caso sono soldi dei lomazzesi che vengono dirottati alle casse del governo centrale. Siamo in una situazione di ingovernabilità. Per dirla con una frase che si usa molto spesso qui, “la mucca che è sempre stata munta ora è pelle e ossa”». Intanto, nell’ufficio ragioneria del Comune si fanno i conti per far quadrare il bilancio. La giunta Rusconi, per quest’anno, ha già deciso di apportare un aumento dello 0,1 per mille dell’Imu sulla seconda casa e sugli immobili diversi dalla prima casa. «Siamo stati costretti per salvaguardare gli equilibri di bilancio – precisa il sindaco Rusconi – È comunque una decisione fittizia. A settembre confermeremo o meno l’aumento a seguito dei dati ufficiali dei trasferimenti statali».

Laura Omodei

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