«Non ho aggredito mia sorella»

L’interrogatorio dell’uomo di Porlezza
«Io avrei cercato di strangolare mia sorella? Assolutamente no, è tutto falso». Sono queste, parola più parola meno, le dichiarazioni del 37enne di Porlezza finito al Bassone con l’accusa di tentato omicidio. Si è svolto ieri mattina, nel carcere di Albate, l’interrogatorio davanti al giudice delle indagini preliminari.
E l’arrestato, oltre a decidere di rispondere a quanto gli veniva contestato, ha anche negato punto per punto quanto riferito dalla donna (una 39enne). Il giudice ha

disposto comunque la convalida e la permanenza in cella al Bassone.
La vicenda risale a sabato sera e ha per protagonisti due fratelli di Porlezza i cui rapporti non sono da tempo idilliaci. Tensioni accumulate negli anni, fino alla goccia che fa traboccare il vaso in un terreno di via Galbiga. All’origine del litigio il momentaneo distacco di un cavo che delimitava il terreno fatto dalla donna intenta a raccogliere il fieno.
Il fratello, accortosi di quanto avvenuto, arriva nel campo inveendo contro la 39enne. Ne nasce un diverbio, con scambi di battute sempre più accese. Alla fine – secondo la tesi accusatoria ora smentita dall’indagato – l’uomo impugna un filo e tenta di strangolare la sorella stringendolo al collo.
Una presa non si sa fino a che punto violenta, che richiede comunque l’intervento del 118 e le cure al pronto soccorso dell’ospedale di Menaggio. La donna è poi stata dimessa con tre giorni di prognosi.
La segnalazione di quanto accaduto è poi giunta sul tavolo dei carabinieri della compagnia di Menaggio che si sono messi alla ricerca del fratello arrestandolo. L’ultimo atto è stato l’interrogatorio di ieri con il 37enne che ha negato tutto. Anche se poi è rimasto in carcere.

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