«Non paragonate le primarie del Pdl a quelle del centrosinistra»

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Il coordinatore provinciale Butti: «Per un’amministrazione uscente hanno ben altro peso»
Una poltrona per tre. Due donne e un uomo. Da ieri mattina, Federica Simone, Laura Bordoli e Sergio Gaddi sono i candidati ufficiali alle primarie del Pdl per le elezioni amministrative di Como. Chi vincerà, correrà per la poltrona di sindaco del capoluogo con i colori del partito di Berlusconi.
Novità assoluta, per il Pdl, che finora aveva delegato ai vertici la scelta dei candidati. Quest’anno si cambia: saranno i cittadini – il 4 marzo prossimo – a decidere chi correrà per il Popolo
della Libertà.
«È il primo evento simile in Lombardia – ha detto il senatore Alessio Butti, coordinatore provinciale del partito – e non paragoniamolo alle primarie del centrosinistra. Questo passaggio per un’amministrazione uscente ha tutto un altro peso. Il centrosinistra ha poi fatto votare anche minorenni e stranieri. Noi, invece, riteniamo – nel rispetto della legge – che debba partecipare chi ha diritto di voto».
Le presentazioni. Federica Simone è iscritta al Pdl dalla fondazione. Prima è stata iscritta a Forza Italia (dal 1994). Nel 1998 è stata eletta in Circoscrizione, poi è passata in consiglio comunale.
Laura Bordoli, commercialista, dal 1997 collabora con le amministrazioni locali come consulente e revisore dei conti (anche del Comune di Como).
Sergio Gaddi è assessore a Cultura e Bilancio di Como, e curatore delle grandi mostre di Villa Olmo.
«In consiglio comunale mi sono dovuta spesso allineare con le scelte del Pdl; all’interno di un partito questo è comprensibile. Ma in alcune situazioni sono stata molto critica», ha detto Federica Simone. Gaddi, insolitamente telegrafico, ha spiegato di voler applicare il metodo “grandi mostre” all’intera macchina comunale. «Nel mio assessorato i risultati sono stati indiscutibili. Questo sistema non vale soltanto per la cultura. Va applicato al traffico, al verde, all’assistenza sociale, alla Ticosa. Con rigore e professionalità si può riportare Como in alto nelle classifiche della qualità della vita».
Punta invece all’efficienza Laura Bordoli, che negli ultimi anni ha visto il Comune con gli occhi di un tecnico. «C’è molto da fare nella razionalizzazione delle risorse e nella gestione del bilancio che dev’essere più attenta. Bisogna rilanciare una città troppo immobile. Servono progetti strutturali e di ricerca delle risorse, anche attraverso la revisione di alcuni contratti». E mentre per il senatore Butti alle primarie del centrosinistra «ha votato una Babele, senza il rispetto delle regole», Gaddi ricorda che «senza il Pd il Popolo della Libertà non avrebbe mai fatto le primarie».
Alla conferenza stampa di presentazione c’è stata subito qualche scintilla tra Simone e Bordoli.
«Parlando con Giorgio Pozzi e Gianluca Rinaldin ho capito che potevo candidarmi alle primarie. Non c’era nessun’altra donna. Poi si è fatto il nome di Bordoli, ma lei non è iscritta al partito. Perciò, visto che nessun’altra donna tesserata al Pdl si è fatta avanti, ho deciso di accettare la sfida».
«Non mi sento diversa, con o senza tessera», ha ribattuto la Bordoli.
«Se si corre con un simbolo – ha risposto la Simone – trovo giusto che la gente lo sappia. Per me il tesseramento ha un peso». A sedare le polemiche è intervenuto Butti che – rivolto alla Simone – ha detto: «Riferirò la sua posizione al riguardo alla segreteria del partito, ma non credo che la questione della tessera sia importante». Infine, il rapporto tra Pdl e Lega: «Speriamo di ricongiungerci per un eventuale ballottaggio», ha concluso Butti.

Andrea Bambace

Nella foto:
Laura Bordoli, commercialista, è l’unica dei tre candidati senza tessera

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