«Non permetteremo la deregulation totale. Ma le leggi spingono alla liberalizzazione»

L’assessore comunale Gisella Introzzi
Nascondere la maxi-liberalizzazione potenziale contenuta nelle linee sul commercio all’interno del Pgt sarebbe oggettivamente impossibile. L’assessore comunale alla partita, Gisella Introzzi, dal canto suo, spiega come e con quali strumenti l’amministrazione punterà a evitare l’insediamento
di nuove medie e grandi superfici commerciali nelle diverse zone della città. Con una sincera ammissione, però: il quadro normativo di riferimento – europeo e nazionale – spinge naturalmente il settore verso una sempre maggiore liberalizzazione.
«La prima precisazione che si deve fare sui documenti contenuti nel Pgt – afferma la Introzzi – è che le linee contenute risalgono a qualche anno fa, e naturalmente lo scenario complessivo, soprattutto a causa della grande crisi, è decisamente mutato».
E non soltanto sotto l’aspetto economico, ma anche sul fronte legislativo. «La “famosa” direttiva europea nota come Bolkenstein e le liberalizzazioni volute dal governo Monti vanno nella stessa direzione – spiega l’assessore – Ed è quello della più ampia libertà di concorrenza nell’ambito del commercio. Come amministrazione comunale non possiamo che tenere conto di questo quadro di riferimento, pur tenendo sempre presenti anche molti altri fattori per la città».
Non casualmente, del resto, le linee generali sullo sviluppo commerciale di Como sono inserite all’interno del cosiddetto Documento di piano allegato al Pgt. Questo significa essenzialmente due cose. La prima affonda le radici nella (infelice) storia dei Piani del commercio messi in campo da Palazzo Cernezzi: tutti evaporati nel nulla tra polemiche e clamorose bocciature al Tar. La seconda, attualmente più importante, riguarda il legame diretto tra insediamenti di nuovi esercizi in città e fattori urbanistici.
«La gestione anche urbanistica dello sviluppo commerciale di Como sarà essenziale – afferma ancora Gisella Introzzi – Per capirci: al di là delle leggi che spingono alla liberalizzazione del settore, noi dovremo sempre tenere presenti fattori importanti quali l’impatto sul traffico di una nuova media o grande distribuzione, le reali esigenze dei quartieri, il tessuto commerciale esistente, l’impatto ambientale e molte altre questioni. Per questo mi sento di dire che a Como, in ogni caso, non si arriverà a una deregulation selvaggia».
La concorrenza tra esercizi, però, sarà sempre più forte.
«Questo sì – conclude l’assessore di Palazzo Cernezzi – Ma se anche arriveremo a intaccare alcuni interessi particolari e consolidati nel tempo, sarà sempre per un unico obiettivo: agire per il bene collettivo dei cittadini. La tutela dell’interesse generale dei comaschi, anche in un tema delicato come quello del commercio, rimane sempre il principio cardine di ogni provvedimento».

Emanuele Caso

Nella foto:
Gisella Introzzi, nata a Como il 10 luglio 1951, risiede in città. Laureata in Sociologia, si è specializzata con un master annuale in Sviluppo e Programmazione Economica ed ha conseguito il diploma biennale in Informatica Gestionale presso la Scuola a fini speciali del Politecnico di Como. Dal giugno scorso è assessore al Commercio

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