«Non si registrano illegalità». E oggi i manifestanti tornano in strada a protestare

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Il Questore: «Evitate tensioni con gli automobilisti»

(m.pv.) «Ci siamo ritrovati all’alba, durante il giorno ci siamo dati il cambio in base a chi doveva lavorare. Ma domani mattina saremo ancora qui a manifestare».
Tabata Muchetti, due occhi azzurri come il cielo e il volto gentile, è la portavoce del movimento del 9 dicembre 2012, quello che da ieri blocca la città di Como.
Con il megafono in mano e la pettorina gialla, grida slogan alle auto in transito e distribuisce volantini. «Fino a ora tutto bene – dice prendendosi la pausa

di un secondo – Automobilisti arrabbiati? Sì, ma anche cittadini che ci sostengono, abbassano il finestrino, prendono il volantino e chiedono informazioni».
Poche parole scambiate tra un semaforo rosso e uno verde, e poi via di nuovo in strada con il megafono.
Un attimo prima che un automobilista spazientito acceleri suonando il clacson non appena oltrepassato il “blocco” dei manifestanti.
La protesta del movimento, che ha appeso striscioni anche all’inizio della Canturina («Ribellarsi è un dovere») e della Varesina («Dicembre 2013, l’inizio della fine per i nostri politici parassiti»), ha il suo cuore in via Paoli dietro a un ennesimo drappo mostrato alle auto: «Chi non ha il coraggio di ribellarsi non ha il diritto di lamentarsi».
E oggi la protesta ricomincerà senza sosta: «Hanno chiesto le autorizzazioni dalle 7 alle 20», ha commentato ieri sera il Questore di Como, Michelangelo Barbato, al termine della prima giornata di fuoco. Lo stesso Questore, tra l’altro, si è recato sul posto per verificare di persona la situazione. «Non possiamo parlare di blocco del traffico ma di rallentamento – ha proseguito – Non abbiamo registrato alcuna illegalità in quello che è avvenuto. Avevamo chiesto alcune cose che sono state rispettate. La prima era non bloccare la circolazione, la seconda era di distribuire i volantini dai marciapiedi, distribuzione che tra l’altro avveniva a semaforo rosso». Cosa che tuttavia non ha evitato le pesanti ripercussioni alla viabilità.
«I manifestanti erano una trentina, a cui poi si sono aggiunti un po’ a sorpresa anche degli studenti che hanno iniziato a distribuire gli stessi volantini un po’ ovunque. La nostra preoccupazione era concentrata anche ad evitare le reazioni di rabbia degli automobilisti e per questo abbiamo mantenuto un presidio fisso per tutta la giornata. Ma per fortuna, grazie al buon senso di tutti, la situazione non ha fatto registrare picchi di tensione».

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