«Non simulò il furto dei dischi d’oro»: assolto il leader dei Rockets

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Secondo l’accusa la visita dei ladri in casa era stata inventata

(m.pv.) Secondo il giudice monocratico di Como, non ci sono prove per sostenere che Fabrice Quagliotti – anima dei Rockets residente da anni nella cintura di Como – e la sua compagna (una lariana di 48 anni) abbiano simulato il furto nella loro abitazione. Per questo motivo, entrambi sono stati assolti. Tutti e due dovevano rispondere all’accusa di simulazione di reato e fraudolento danneggiamento dei beni assicurati. Sui motivi che hanno portato all’assoluzione di Quagliotti bisognerà ora attendere

il deposito delle motivazioni del giudice.
«Ho comunicato la notizia ai miei clienti ed erano molto soddisfatti – ha detto l’avvocato della difesa, Michele Parravicini – Anche perché le accuse che erano state loro rivolte nei mesi scorsi erano piuttosto infamanti. Sì, siamo contenti dell’esito del processo ma ce l’aspettavamo perché eravamo certi dell’innocenza. Detto questo, finché non arriva una sentenza che dà ragione alle tue tesi si rimane sempre tutti sulla graticola». Ora la Procura della Repubblica potrà decidere se rivolgersi o meno ai giudici dell’Appello di Milano. Secondo il pm Mariano Fadda, infatti, Quagliotti e la compagna avrebbero simulato un furto in abitazione nel periodo tra il 18 e il 21 luglio 2010 per un totale di 10.500 euro. Tra gli oggetti scomparsi, anche il disco d’oro per le 200mila copie vendute di “Plasteroid” e il disco di platino per il milione di copie di dischi venduti fino a “Galaxy”. La tesi del leader dei Rockets è invece opposta, ovvero che quel furto ci fu veramente e mentre i due erano lontano dalla loro casa. E il giudice di Como, valutati gli elementi sul piatto dopo la scelta del rito abbreviato, ha deciso per l’innocenza degli imputati.
Ora rimane aperto un secondo episodio di presunta simulazione di reato (a carico di Quagliotti ma non della compagna) avvenuto sempre nel 2010 in febbraio. Questa volta al centro dell’attenzione ci sarebbe una Bmw X5 di proprietà di una società amministrata da Quagliotti. Secondo la tesi accusatoria, l’auto sarebbe in realtà stata esportata in Senegal per poi simulare il furto e presentarsi dai carabinieri a sporgere la denuncia.

Nella foto:
Un concerto dei Rockets in piazza Cavour a Como. Assolto il leader Quagliotti

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