«Non vogliamo alcun privilegio. Ma oratori e asili sono a rischio»

La Curia si dice pronta a pagare quanto dovuto allo Stato
«L’imposta sugli immobili rischia di creare grosse difficoltà agli asili parrocchiali, già in situazioni economiche pesanti, e ai bar degli oratori. A rischio poi anche tutte le attività di volontariato e del settore del no profit».
Don Marco Mangiacasale, economo della Diocesi di Como, traccia i possibili scenari legati alla prevista introduzione dell’Imu – la nuova tassa sugli immobili – agli edifici di proprietà della Chiesa che non siano utilizzati esclusivamente a scopo ecclesiastico
o per funzioni sociali e di volontariato.
«Naturalmente attendiamo di conoscere nel dettaglio le norme che saranno varate – sottolinea il sacerdote – Senza dubbio posso dire che, se la tassa sarà effettivamente applicata agli edifici che svolgono anche soltanto parzialmente un’attività commerciale, il provvedimento riguarderà quasi esclusivamente i baretti degli oratori, in genere piccole strutture che annoverano tra i clienti soltanto le persone che frequentano l’oratorio. Si tratta ovviamente di bar già in regola a livello fiscale, che ora potrebbero trovarsi a dover affrontare una nuova spesa. Mi preoccupa molto, poi, la situazione degli asili parrocchiali – aggiunge Mangiacasale – strutture che svolgono una funzione indispensabile, spesso sopperendo alla mancanza di posti nelle strutture comunali, e che fanno già molta fatica a far quadrare i conti. Un’ulteriore spesa, soprattutto se elevata, potrebbe mettere definitivamente in ginocchio questi enti».
L’economo della Curia ribadisce poi che la Chiesa non pretende alcun privilegio. «Al di là delle battute e delle considerazioni che oggi si sentono – sottolinea il sacerdote – tengo a ribadire che la Chiesa paga già l’Ici su tutti gli edifici che in qualche modo producono un reddito, ad esempio appartamenti o altre strutture date in affitto. Se un immobile è utilizzato a fini commerciali o di lucro è sacrosanto pagare quanto dovuto allo Stato. La Chiesa non chiede privilegi né trattamenti di favore – conclude – Credo però che non si possano mettere sullo stesso piano le attività a scopo di lucro e i gruppi che operano nel no profit e nel sociale, composti da volontari. Imporre spese a questi enti e associazione significherebbe minarne la sopravvivenza».

Anna Campaniello

Nella foto:
Nel mirino
L’oratorio del Crocifisso, a Como. Secondo don Marco Mangiacasale questa, come tutte le altre strutture simili, potrebbe dover iniziare a pagare la tassa sugli immobili

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.