«Non volevo uccidere, ma solo spaventare mio fratello»

alt Il giudice non ha ancora sciolto la riserva
Interrogato ieri il 46enne in cella per aver tentato di dare fuoco al parente e alla cognata
(m.pv.) «Io ce l’avevo solo con mio fratello, non con mia cognata. Abbiamo litigato, li ho cosparsi di benzina e ho impugnato l’accendino ma solo a scopo intimidatorio. Non avevo intenzione di uccidere nessuno. Anche perché pure io ero zuppo di benzina e mi sarei dato fuoco da solo». Sarebbero queste, parola più parola meno, le dichiarazioni dell’uomo di 46 anni di Gera Lario, accusato del tentato omicidio sia del fratello sia della moglie di quest’ultimo.
Un episodio di violenza che

ha avuto come teatro la città di Erba.
Ieri mattina, nel carcere del Bassone ad Albate, si è tenuto l’interrogatorio da parte del giudice delle indagini preliminari di Como, Ferdinando Buatier de Mongeot. Quest’ultimo, tra l’altro, non avrebbe ancora sciolto la riserva in merito al destino dell’arrestato.
Il 46enne, assistito dall’avvocato Laura Pasolini, avrebbe parlato a lungo, per quasi un’ora e mezzo, raccontando nel dettaglio tutto quanto avvenuto martedì sera. Partendo da lontano, ovvero dal motivo della lite. «Rivolevo i miei attrezzi edili», avrebbe riferito. «Li avevo lasciati a mio fratello quanto ero andato in Australia. Tornato indietro, mi servivano per ricominciare a lavorare». Questa sarebbe stata la scintilla della violenta lite, poi degenerata in una colluttazione. Dettagli confermati dall’uomo finito in cella con l’accusa di un duplice tentato omicidio. «Ma non ce l’avevo con mia cognata – avrebbe detto al giudice – Io ero arrabbiato solo con mio fratello, poi lei si è messa in mezzo». L’arrestato avrebbe confermato di essere andato a prendere la tanica di benzina in auto e di aver innaffiato il fratello (e solo accidentalmente, senza volerlo, la donna). Ma in questo frangente lui stesso si sarebbe inzuppato con il liquido infiammabile. Motivo per cui l’impugnare l’accendino sarebbe stato solo un gesto per intimidire il fratello, senza una reale intenzione di far scattare la scintilla.
La Procura ritiene invece che le intenzioni fossero altre e che solo la prontezza di riflessi della donna, che ha impugnato una canna dell’acqua, ha permesso di inzuppare lo stoppino dell’accendino e di evitare il peggio.

Nella foto:
Si è tenuto ieri mattina al Bassone l’interrogatorio dell’uomo arrestato per tentato omicidio

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