Lo “schiaffo” di Pavia. Investimenti milionari e 20 progetti avviati

altL’esempio virtuoso

Un caso esemplare di come un territorio, peraltro difficilmente paragonabile al Lario per fama mondiale e bellezze paesaggistiche, possa fare sistema sul serio, viene dalla provincia di Pavia. Un territorio capace di ottenere dalla Regione Lombardia qualcosa come 3 milioni e 900mila euro per una serie di progetti espressamente legati a Expo e – dato forse ancora più rimarchevole – intenzionato a mettere sul piatto (per lo stesso obiettivo) circa 10 milioni complessivi.
Cifre sorprendenti? Forse, ma un

ulteriore elemento lo è ancora di più. Perché il paragone con ciò che, almeno in apparenza, (non) sta facendo il Lario diventa ancora più stridente quando si analizza come si è mosso il Pavese per arrivare al risultato. Il progetto che ha ottenuto i 3,9 milioni dal Pirellone (“Fra il Ticino e l’ExPo: storie d’acqua e castelli in provincia di Pavia) è infatti stato materialmente presentato nel 2010, quindi 4 anni fa. Il che significa, naturalmente, che l’elaborazione delle iniziative presentate è stata compiuta almeno un anno prima. Insomma, quel che si dice ragionare per tempo e fare squadra.
Scendendo nel dettaglio del progetto, colpisce subito un altro elemento. Capofila dell’iniziativa, infatti, è l’amministrazione provinciale di Pavia, ma con essa sono schierati il Comune capoluogo, altri municipi, e poi anche la Camera di Commercio, la Chiesa Cattedrale di Vigevano, il Consorzio Parco Lombardo del Ticino e persino la Provincia Ligure dell’Ordine Emerito di Sant’Agostino. In totale, i soggetti uniti per portare il territorio concretamente verso Expo 2015 sono 14.
Per quanto riguarda l’iniziativa in sé, consiste nella realizzazione di un itinerario turistico-culturale di circa 100 chilometri, esteso da Vigevano a Chignolo Po, lungo le sponde dei fiumi Ticino e, appunto, Po. Su questo itinerario verranno realizzate 20 operazioni, come spiega il sito creato ad hoc: «L’obiettivo è trasformare il territorio, elevarne la vivibilità per i residenti, e renderlo funzionale e appetibile per i visitatori che vogliono abbinare alla visita culturale il piacere di muoversi a piedi o in bici immersi nella natura. Il tutto in vista di Expo 2015, quando in Lombardia e a Milano arriveranno milioni di visitatori desiderosi di conoscere una regione dai mille, splendidi, volti». I lavori? Ovviamente già tutti partiti da mesi, se non anni. Tanto che una buona parte delle opere sarà già pronta entro quest’anno, e la restante parte sarà comunque terminata in tempo per l’inaugurazione di Expo 2015.

E.C.

Nella foto:
Il castello di Pavia, simbolo della città e in questo periodo sede di una mostra su Monet

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