Lo sconto benzina può aumentare. Butti: «Il governo ha garantito»

In arrivo 40 milioni di euro per fermare il pendolarismo del pieno
La “questione benzina” è a un passo dalla soluzione. Il governo a breve potrebbe stanziare i 40 milioni di euro necessari ad aumentare lo sconto nelle fasce di confine e fermare così il pendolarismo del pieno. Da quando l’esecutivo di Monti ha aumentato le accise sui carburanti, lo sconto riservato ai comaschi – 18 centesimi in fascia A, la più vicina al confine, 10 per la fascia B – non è stato più sufficiente per pareggiare il costo di un pieno tra Italia e Svizzera. E così, gli automobilisti
lariani sono tornati a rifornirsi in Ticino, come facevano prima che venisse introdotto il meccanismo della carta sconto.
Ieri, però, la notizia di un possibile “ritocco” degli sconti, manovra che riporterebbe gli automobilisti a rifornirsi a Como.
Perciò, se con quei 40 milioni il governo riuscisse a trattenere in Italia i pendolari del pieno, non ci perderebbe nessuno. Anzi: ne guadagnerebbe l’Erario. Poi, i benzinai comaschi non rischierebbero di chiudere o di licenziare i dipendenti. E infine, anche gli automobilisti sarebbero contenti di non dover passare il confine a ogni rifornimento.
Tutti ne guadagnano, insomma. Gli unici a perdere sarebbero i benzinai svizzeri, che “campano” in buona parte sui pendolari comaschi, ma non è certo un problema degli amministratori italiani.
«L’impegno del governo – continua Butti – è stato assunto da Gianfranco Polillo, sottosegretario all’Economia. Noi ci fidiamo, e quindi abbiamo ritirato l’emendamento».
Resta, invece, la mozione, che verrà discussa giovedì in aula. «Crediamo alla parola dell’esecutivo – precisa il senatore comasco – ma è opportuno “parlamentarizzare” la discussione sul tema. È giusto illustrare cifre, ricerche, stime del problema». Interessante, ad esempio, è capire chi guadagna quanto sulla benzina. Un litro di “super” costa alla pompa 1,76 euro. Il costo vivo del carburante è 0,59 centesimi, pari al 33,4%. Oltre il 57%, pari a 1,01 euro, viene incamerato dallo Stato come imposte. La distribuzione si mangia i restanti 16 centesimi. «Di questi – precisa Butti – solo 4 centesimi vanno al benzinaio. La categoria merita una tutela».
Nell’emendamento di Butti si parlava anche del gasolio, leggermente più economico in Svizzera. Al momento, però, non ci sono novità per le auto diesel. «Ringrazio i politici che si sono spesi per la nostra causa – conclude Daniela Maroni, rappresentante dei benzinai comaschi per Confcommercio – abbiamo fiducia nel governo. Spero che capisca che quando i comaschi restano in Italia a fare il pieno, ne guadagnano tutti. Lo Stato per primo».

Andrea Bambace

Nella foto:
Per i benzinai comaschi la notizia giunta ieri da Roma è molto positiva. Gli affari potrebbero tornare nuovamente a crescere

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