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Lo scrittore Alessandro Nardone su rivolte Usa: «Immagini che ci hanno riportato all’11 settembre»

«Sono immagini drammatiche, che ci hanno riportano in qualche modo all’11 settembre 2001 o a qualche scena vista nei film o raccontata nei libri di storia»: Alessandro Nardone, scrittore e blogger esperto di politica americana, analizza così l’assalto al congresso nel giorno dell’Epifania.«Le colpe di Trump sono indubbie – dice Nardone – Il suo è stato un comportamento ingiustificabile, anche perché ha sempre predicato legge e ordine quindo a manifestare erano gli altri e poi ha spinto i suoi alla protesta più dura e incontrollata».Il clima di odio e di divisione feroce negli Stati Uniti parte però secondo Nardone da ben prima del mandato Trump. «Gli attenti osservatori delle vicende politiche e societarie statunitensi rilevano questa situazione almeno da cinque anni a questa parte – spiega Nardone – L’America è spaccata in due e una parte lamenta sempre il mancato riconoscimento da parte dell’altra».Lo scrittore comasco ricorda le recenti proteste razziali per George Floyd, figlie del movimento “Black Lives Matter” del 2013, ma anche altri fenomeni, dall’accesa polemica social di qualche giorno fa sul film “Grease” considerato misogino e sessista, al movimento “Me Too” dell’ottobre del 2017.«Si può seguire tutta una scia di episodi anche nella sfida tra democratici e repubblicani. Dalle dichiarazioni della Clinton su Trump, a quelle dello stesso Biden, che definì un “pagliaccio” il presidente. Parole che hanno coinvolto le frange più estreme e pericolose del movimento – dice sempre Nardone – Ma non è solo colpa di queste elezioni. C’è stata una spinta anche per abbattere monumenti, cancellare pezzi di storia americana». I fatti di mercoledì, secondo Nardone, non segneranno però per sempre la maggiore democrazia mondiale: «Come dopo l’11 settembre, gli Stati Uniti sapranno dimostrare la grandezza di un popolo e far rimarginare questa ferita».Non è chiaro se però saranno mai in grado di superare del tutto le grandi divisioni e ritrovare valori comuni. Il secondo emendamento della Costituzione americana, del resto, garantisce il diritto di possedere armi, in un Paese, che è bene non dimenticare, è nato dalla ribellione armata del popolo verso l’impero britannico.

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