Elezioni 2012

Lo stress, la sconfitta: le lacrime di Laura


Una parentesi molto umana dopo la battaglia elettorale. E lei stessa ricorda la Fornero
Per qualche secondo, un paio di minuti al massimo, tutto ciò che la campagna elettorale, il voto e i risultati sono stati di prettamente politico in queste settimane, ieri mattina hanno lasciato spazio ad altro. Ovvio: la sconfitta della candidata del Pdl non si cancella con i sentimenti, il crollo del partito non si cura con le emozioni, la vittoria storica del centrosinistra è ben più solida di ogni sussulto poetico. Per fortuna, però, non esistono soltanto le polemiche feroci, gli scontri
tra candidati, i programmi elettorali, le promesse, i manifesti, i cervellotici flussi elettorali. Esistono, anche in politica, le persone. Esistono uomini e donne che riescono ad andare oltre i sondaggi e le strette di mano. O, forse, semplicemente, cedono allo stress, alle tensioni accumulate nei mesi, alle pressioni che comporta una candidatura a sindaco, anche in una città che sembra enorme ma che potrebbe essere un piccolo quartiere di Milano.
Ieri mattina, il (piccolo) cedimento è toccato a Laura Bordoli. Donna apparentemente d’acciaio, apparsa ai più persino eccessivamente fredda e robotica per un lungo tratto di campagna elettorale, ieri l’arcigna presidente dell’Associazione nazionale dei revisori contabili ha avuto un momento di debolezza. O di forza, dipende dai punti di vista. Banalmente – ma nemmeno troppo – è venuta fuori la persona. La sensibilità femminile, se proprio non si può rinunciare a farne una questione di genere.
Non c’era stato particolare pathos, fino a quel momento, nelle parole della Bordoli. Non troppo difficile capire perché: per dieci minuti, la candidata a sindaco del Pdl aveva riepilogato (per la decima, centesima, forse millesima volta) le ragioni per cui, dal suo punto di vista, era maturata una così cocente sconfitta. Poi il suo discorso è virato sul tema – umano – della gratitudine. Quella espressa nei confronti dei suoi sostenitori e, in particolare, di Luca Levrini, Viviana Ballabio e Tino Tajana. I quali, pur dopo un primo turno che sapeva già di “condanna” per Laura Bordoli, avevano sposato la causa e si erano messi a disposizione della candidata per un’eventuale (e già improbabile) giunta. Qui, a questo punto dell’altrimenti freddo racconto della battaglia politica, la Bordoli ha ceduto alle lacrime. Platealmente, davanti a una sala gremita di supporter e allo stesso tavolo dei big del suo partito. La professionista di ferro, la candidata che vinse le primarie, ha mostrato un tocco di umanità che nessuno – al di là di ogni giudizio politico, che è altra cosa – ha scambiato per un segno di debolezza.
«Spero solo – ha commentato a commozione rientrata la Bordoli, sorridendo – che ora non mi prendano in giro come accadde al ministro Fornero». Un’altra donna che pianse in pubblico.
Qualcuno definirebbe debole Elsa Fornero?

Emanuele Caso

Nella foto:
La sequenza della commozione di Laura Bordoli nel corso della conferenza stampa svolta ieri mattina nella sede di Como del Popolo della Libertà (foto Mv)
23 maggio 2012

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