L’oasi nel deserto

Il commento
di Fabrizio Barabesi

Realtà o fantasia? La Zes maroniana è sempre più simile, almeno in questa fase embrionale, alla classica oasi nel deserto. La speranza segreta di ogni esploratore – in viaggio tra le sabbie mobili del fisco e della burocrazia – è che quella visione salvifica, quel lago d’acqua dolce all’ombra di palme refrigeranti, sia concreta e non svanisca, all’ultimo, in un banale miraggio ottico.

Le aziende comasche, e questo è un dato incontrovertibile, scappano oltreconfine. Doveroso dunque cercare di fermare l’emorragia.
Bene ha fatto allora il presidente lombardo Roberto Maroni a rischiare, imboccando una possibile strada. Resta però l’incognita sul percorso scelto, visto che dalla giornata di studi realizzata all’Università dell’Insubria di Como sono emerse, con prepotenza, diverse criticità.
Anzi, sarebbe più corretto dire solo criticità.
Di natura legislativa, logistica ed economica. La paura crescente è dunque che il progetto della Zes sia già fuori tempo massimo.

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