Locate Varesino, cancellò le tracce di sangue della vittima: condannato
Cronaca

Locate Varesino, cancellò le tracce di sangue della vittima: condannato

Avrebbe aiutato l’amico a far sparire il sangue della vittima, pulendo il pavimento con degli stracci poi chiusi in un sacco e gettati nei pressi di un cavalcavia a Mozzate. Tauland Bakanaci, albanese di 32 anni, è stato condannato ieri in contumacia alla pena di un anno e 9 mesi con la sospensione condizionale. In quel sacco non finirono solo gli stracci, ma anche gli indumenti che indossava l’amico prima di premere il grilletto della pistola che uccise Ermal Abdushi. Fatto di sangue che risale alla sera del 30 dicembre 2015 in una casa di Locate Varesino.
Letale – mentre un gruppo di amici si trovava attorno a un tavolo – era stato un unico colpo di arma da fuoco (un revolver Smith&Wesson) esploso per errore al termine di un gioco rivelatosi fatale.
Dopo il drammatico sparo, il 26enne ferito, in condizioni gravissime, era stato portato al pronto soccorso dell’ospedale di Tradate, in provincia di Varese, dove era morto poco dopo il ricovero. Jasin Sulo, che abitava nell’appartamento dove avvennero i fatti – era poi fuggito senza lasciare traccia ed era stato arrestato dai carabinieri di Cantù a Casale Monferrato. «È stata una disgrazia», aveva sempre sostenuto il 30enne albanese, che aveva anche ripetuto più volte che, per lui, la vittima era «come un fratello». Per l’accusa si era trattato di un omicidio volontario. L’udienza preliminare si era invece conclusa con la condanna in primo grado per omicidio colposo (in Abbreviato) a 4 anni e 5 mesi più 4 anni e 4 mesi per il porto abusivo dell’arma e la ricettazione. Pronunciamento poi confermato in Appello. Da definire rimaneva invece la questione che riguardava l’amico che quella sera ripulì le tracce di sangue utilizzando uno straccio che poi, con i vestiti del Sulo, chiuse in un sacco e abbandonò a Mozzate. Vicenda che portò a una imputazione per favoreggiamento personale che è stata discussa ieri mattina in tribunale a Como. In tarda mattinata è giunta la sentenza e il giudice ha condannato l’albanese (non presente in aula) alla pena di un anno e 9 mesi con la sospensione condizionale.

12 settembre 2018

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