«Lombardia arancione tra una settimana». Fermi convinto, Pd e Cinquestelle frenano

Secondo lockdown a Como

«Il fatto che Speranza abbia firmato l’ordinanza non significa che la Lombardia rimarrà rossa fino al 3 dicembre. Resto convinto che se il trend dovesse essere confermato cambierà il colore dal 27». Ha utilizzato i social e la sua pagina Facebook istituzionale Alessandro Fermi, presidente del consiglio regionale, per rimettere in discussione quello che fino a ieri sembrava una certezza, ovvero Como e la Lombardia in “Area Rossa” fino al 3 dicembre, dopo la firma dell’ultima ordinanza da parte del ministro della Salute, Roberto Speranza. «I parametri di questa settimana sono migliorati rispetto alla scorsa – spiega Fermi al “Corriere di Como” – Il Dpcm è chiaro, permette di cambiare colore se il trend di miglioramento viene confermato per almeno quattordici giorni. Dobbiamo attendere la prossima settimana, ma la possibilità di passare da rosso ad arancione è concreta già dal 27».
Fermi fa sempre un discorso regionale, perché i dati di Como – al pari di Varese o Monza Brianza – continuano a essere tutt’altro che confortanti. Ma della Lombardia a scacchiera tra province rosse e arancioni nessuno vuole più parlare. Cosa cambierebbe però in concreto da rosso ad arancione?
«Non cambia il mondo, ma si tratta di un miglioramento per la vita delle famiglie – spiega il presidente – Possono andare a scuola gli studenti di seconda e terza media, una parte del commercio al dettaglio riapre, possono lavorare le estetiste, soprattutto viene consentito di muoversi dentro il comune dalle 5 alle 22 senza l’autocertificazione e tra i comuni per comprovate necessità. Per chi è coinvolto al 100% in queste situazioni si tratta di un risultato importante. Quello che più ci preme è comunque proseguire nella fase di decrescita del trend dei contagi», conclude il presidente Fermi. Il colore arancione insomma potrebbe dare un po’ di respiro al commercio, peraltro proprio in concomitanza con il weekend del Black Friday, per molte persone già all’insegna degli acquisti di Natale. Resterebbe lo stop nei giorni festivi e prefestivi nei centri commerciali.
Le prime polemiche alle dichiarazioni del presidente Fermi sono arrivate sui social dall’ex vicesindaco di Uggiate Trevano e consigliere provinciale del Pd Mirko Baruffini . «La salute della gente qui non interessa a nessuno? – scrive su Facebook – Siamo la seconda provincia peggiore d’Italia (dopo Varese). Io ho lasciato il mio paese e non posso vedere il gemello, la cognata, i nipoti e il papà ma sopporto, per il bene loro e il mio». Dalla minoranza in Regione arrivano poi dichiarazioni all’insegna dell’estrema prudenza sul prossimo cambio di colore.
«I numeri anche se sono in lieve miglioramento fanno prospettare la necessità di estrema cautela – commenta il consigliere regionale dei Cinquestelle Raffaele Erba – e di tempi comunque un po’ più lunghi. Detto questo, dobbiamo lavorare per stabilizzare la situazione».
«La Regione deve operare strutturalmente a livello di trasporti, tracciamenti rapidi e trattamenti di medicina territoriale, altrimenti rischiamo a gennaio di tornare punto a capo, con una terza drammatica ondata di contagi», conclude il consigliere Erba.
«Non penso sia ancora il momento di mettere a repentaglio tante vite – commenta Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd – Anche il presidente del consiglio regionale dovrebbe essere maggiormente prudente e fare dichiarazioni a fronte di evidenze tecniche. Quello che stiamo vedendo è un indice di contagiosità elevato in particolare sul territorio comasco, dove siamo secondi soltanto a Varese. Mi piacerebbe chiedere a Fermi quali siano i dati che fanno pensare a una prossima apertura e a un declassamento della Lombardia da rossa ad arancione. Forse si tratta di dati e numeri che noi non abbiamo». Orsenigo invita nuovamente tutti alla prudenza.
«Basta parlare con chi ha avuto il virus – aggiunge Orsenigo – anche con chi era particolarmente scettico. Tutti abbiamo avuto un amico o un parente malato, il contagio è ancora ovunque. Detto questo, forse il messaggio di Fermi sulla possibile riapertura del 27 vuole solo essere di buon auspicio. Mi piacerebbe vedere però una settimana ancora sotto i cento contagi a livello provinciale e soprattutto avere notizie positive dagli ospedali e dai pronto soccorso, dove mi risulta si viva ancora con un certo affanno».
Nessun commento invece, ieri, dai due esponenti della Lega in consiglio regionale. In settimana sia il sottosegretario Fabrizio Turba, sia la consigliera Gigliola Spelzini si erano ad ogni modo espressi in modo chiaro in merito – proprio su queste colonne – invitando tutti ancora alla prudenza e a guardare i numeri, che al momento lasciano spazio a poche possibilità di fine del lockdown.

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