Lombardia, la prima convocazione di Fermi. Consiglio regionale il 10 aprile
Politica, Territorio

Lombardia, la prima convocazione di Fermi. Consiglio regionale il 10 aprile

Alessandro Fermi, presidente del consiglio regionale Alessandro Fermi, presidente del consiglio regionale

Dopo l’insediamento ufficiale  di ieri, il consiglio regionale tornerà a riunirsi martedì 10 aprile alle ore 10.
La seduta, la prima convocata dal nuovo presidente dell’assemblea, il comasco Alessandro Fermi, sarà dedicata alla presentazione del programma di legislatura da parte del presidente Attilio Fontana. L’ordine dei lavori sarà concordato il giorno precedente, lunedì 9 aprile, in occasione della riunione dei capigruppo con l’ufficio di presidenza.

Alessandro Fermi Alessandro Fermi

Alessandro Fermi è stato eletto ieri mattina presidente del consiglio regionale con i voti della maggioranza e del Partito Democratico. Le raffiche dei franchi tiratori del centrodestra si sono fatte sentire, ma non sono state sufficientemente rapide e intense da mettere a rischio il risultato finale.
Fermi è stato eletto alla quarta votazione, quando sarebbe bastata una maggioranza semplice. Ma ha ottenuto comunque 55 voti contro i 9 di Silvia Sardone, la consigliera forzista di Sesto San Giovanni esclusa a sorpresa dalla giunta e autrice di una clamorosa protesta, nei giorni scorsi, contro l’intero stato maggiore azzurro.
Assieme al comasco Alessandro Fermi, il nuovo consiglio regionale ha eletto due vicepresidenti – l’ex assessore leghista Francesca Brianza, varesina, 42 anni, che ha ottenuto 40 voti, e Carlo Borghetti, esponente del Pd di Milano, 49 anni, cui sono andati 31 voti – e due consiglieri segretari – il leghista Giovanni Malanchini, che ha preso 38 voti e Dario Violi, 32 anni di Bergamo, già candidato del Movimento 5 Stelle alla presidenza della Regione, che ha ottenuto 32 voti.

Il consiglio della Regione Lombardia Il consiglio della Regione Lombardia

Intervenendo subito dopo la sua proclamazione a presidente del consiglio regionale, Fermi si è detto «onorato» di dirigere i lavori della terza «assemblea legislativa in Italia dopo Camera e Senato» e ha parlato di «grande responsabilità» e della «consapevolezza di rappresentare 10 milioni di lombardi, un popolo ricco di storia, con grandi capacità innovative, imprenditoriali e di lavoro. Una terra culla di grandi idee, fertile di volontariato, di associazioni e dal cuore grande».
La parte più politica del discorso di Fermi è stata dedicata, ovviamente, al ruolo del consiglio regionale. Ed è un fatto curioso che il neopresidente dell’assemblea del Pirellone, nonostante una carriera amministrativa di lungo corso, sia per la prima volta chiamato a ricoprire un ruolo non esecutivo.

L'ex sindaco di Albavilla e il brindisi dopo le ultime elezioni L’ex sindaco di Albavilla e il brindisi dopo le ultime elezioni

In passato Fermi è stato infatti assessore in Provincia, sindaco di Albavilla e sottosegretario in Regione con Roberto Maroni. Non è allora un caso, forse, che il consigliere comasco sia partito dalla novità introdotta proprio sul finire della precedente legislatura regionale, ovvero la «separazione fra il ruolo di consigliere e quello di assessore. Una modifica – ha detto Fermi – che avrà certamente il vantaggio di migliorare i lavori del consiglio e delle commissioni, ma che consentirà soprattutto all’Aula di esercitare in modo più puntuale le attribuzioni previste dallo Statuto regionale». Statuto che, oltre all’attività legislativa, prevede «il concorso alla determinazione dell’indirizzo politico regionale e il controllo sulle attività della giunta. Non si tratta di rivendicare ruoli – ha detto ancora il neopresidente del consiglio regionale – anche perché questa legislatura nasce con una grande peculiarità: il governatore sarà Attilio Fontana che ha presieduto l’Aula per molti anni, Fontana conosce bene il valore, il ruolo, e la straordinaria forza di collaborazione che il consiglio può esprimere».
Angelo Orsenigo, esponente del Pd di Como e consigliere “esordiente” al Pirellone, ha parlato dell’elezione del «nostro Alessandro Fermi» con riferimento alla provenienza territoriale del presidente dell’assemblea.
Ma ha anche messo in evidenza le prime crepe interne alla maggioranza. «L’elezione di Fermi non è stata né scontata né immediata – ha detto Orsenigo – anzi, ha portato alla luce la spaccatura sul suo nome nel centrodestra. A lui e a tutta la nuova giunta auguro di lavorare bene e in modo proficuo per la Lombardia – ha aggiunto Orsenigo – noi continueremo a sollecitare la maggioranza affinché porti a compimento le promesse fatte al territorio comasco, a cominciare dalla gratuità della tangenziale e dal completamento del cantiere delle paratie, passando dai temi, gravi e importanti, legati alla legge di riforma della sanità».
In serata, Fermi ha ribadito ai microfoni di Etv che lascerà il coordinamento provinciale di Forza Italia. Un passaggio che l’ex sindaco di Albavilla aveva già in mente di fare quando venne chiamato in giunta come sottosegretario ma che adesso diventa necessario. In Forza Italia, a Como, si apre così una fase delicata che potrebbe riservare sorprese.

6 Apr 2018

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Redazione Corriere di Como

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