Lombardia “svizzera”. Utopia tra serio e faceto

altTra politica e gossip La nostra regione diventa rossocrociata in una “docu-fiction” della tv ticinese
Annettere la Lombardia alla Svizzera, come 27° Cantone: progetto “fantapolitico” ma nemmeno troppo, che domenica sulla tv svizzera di lingua italiana è diventato un esperimento di “docu-fiction”, una forma di giornalismo che partendo da fatti, personaggi e situazioni reali ha tessuto una trama dai contenuti d’invenzione. Ma al contempo piuttosto verosimile.
Il servizio di Fulvio Bernasconi per il ciclo “Storie”, Operazione Lombardia, si è mosso tra gossip, spionaggio e cronaca

politica, con “gole profonde” sia sul fronte elvetico che su quello italiano. È partito da una proposta autentica del 2012 dell’allora ministro della Difesa elvetico Ueli Maurer: «Annettere la Lombardia per noi non sarebbe un problema – aveva detto l’esponente dell’Udc ticinese – La Lombardia rappresenta circa il 90% del totale di tutti gli scambi commerciali con il nostro Paese». Una proposta che ha scatenato in terra lombarda una massiccia raccolta di firme leghista, a sostegno del progetto. Il servizio della Rtsi ha anche documentato il fenomeno con una pagina (essa pure autentica) del “Corriere di Como” dedicata al progetto di Maurer, personaggio di indubbio peso politico nello scenario svizzero.
Il documentario, tra fantacronaca politica e satira, ha indagato poi i presunti ma verosimili retroscena della proposta, nei mesi cruciali che portano al declino di Silvio Berlusconi e all’arrivo a Palazzo Chigi di Mario Monti. Mesi di crisi economica devastante, in cui si ipotizzano strategie e scenari tali da modificare radicalmente la mappa politica europea. Un’annessione, quella della Lombardia, che varrebbe, in soldoni, 300 miliardi di franchi svizzeri. La “docu-fiction” ha giocato su questi scenari continentali mescolando la cronaca della crisi economica internazionale con il ruolo delle grandi banche e dei poteri forti a fare da “deus ex machina” nei nuovi assetti politici, con la crisi personale e politica di Berlusconi durante il “caso Ruby” e le polemiche sui festini di Arcore a suon di “bunga bunga”. L’annessione alla Svizzera della Lombardia sarebbe valsa allora come una sorta di salvacondotto per chi, nella regione simboleggiata dalla rosa camuna, ha qualche problema legale e di fondi neri all’estero. Il tutto orchestrato, dietro le quinte, da una estenuante ma anche boccaccesca trattativa con un inviato di Berna proprio ad Arcore. Tra i punti della fanta-bozza d’accordo, l’obbligo per i lombardi di accedere a una assicurazione sanitaria privata in luogo del servizio sanitario pubblico e quello di imparare almeno una delle lingue svizzere.
Un modo intelligente, insomma, per ridere dei guai e dei tic degli italiani e degli svizzeri. E per riflettere su scenari geopolitici forse non peregrini. Da non mancare, in tal senso, l’interpretazione che fornisce di se stesso Marco Borradori, dal 2013 sindaco di Lugano e negli anni della cruciale “fantatrattativa” responsabile del Dipartimento del Territorio ticinese: «Siamo un Paese splendido ma con fondovalli stretti: una pianura larga ed estesa come quella lombarda sarebbe per noi una dotazione di territorio molto rilevante», commenta nel video.

Nella foto:
Sotto, Marco Borradori nel documentario con la mappa dell’ipotetico nuovo Cantone. A sinistra e a destra, fotomontaggi che illustrano la trattativa con Berlusconi. Qui a lato, la pagina del “Corriere di Como” con la proposta di annessione alla Svizzera

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