L’omicidio della pista ciclabile: non sarebbe un agguato. La vittima forse stava scappando

11sandriniTutte le stranezze che portano lontano dall’ipotesi di un delitto studiato e preparato

Potrebbe non essere stato un agguato. Potrebbe trattarsi di una risposta, magari anche imprevista, oppure di una reazione improvvisa, forse nemmeno senza la volontà di uccidere. E’ questa l’ultima ipotesi investigativa di quanto accaduto tra Domaso e Gera Lario nella serata di venerdì, quando un 40enne di Sorico, Alfredo Sandrini (nella foto), è stato ucciso a colpi di arma da fuoco mentre era in sella alla sua biciletta. Diversi gli elementi che portano in questa direzione, che comunque non è l’unico fronte di indagine.

Il primo, riguarda proprio quanto emerso nelle prime ore: perché la vittima non ha riferito con chiarezza quanto era avvenuto? Perché non dire – se non nei secondi iniziali, per poi cambiare subito versione – che era stato ferito da colpi di arma da fuoco? Cosa aveva da proteggere? L’arma che ha poi sparato era di piccolo calibro, forse una 22, di certo non di quelle in dotazione a criminali incalliti. Uno dei colpi, inoltre, avrebbe raggiunto il 40enne alla schiena, come se quest’ultimo stesse fuggendo (anche se, su questo punto la parola ultima sarà scritta dall’autopsia). Un ultimo elemento è altrettanto importante. Fosse stata una esecuzione o un agguato con l’intento di uccidere, il killer non si sarebbe lasciato scappare la vittima senza essere sicuro di aver portato a termine il proprio compito. A Gera Lario, invece, questo non è avvenuto. Stranezze di un omicidio che però, messe una in fila all’altra, potrebbero portare gli inquirenti sulla pista giusta per la soluzione del delitto. 

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.