L’omicidio Molteni arriva in aula: davanti al giudice i primi quattro imputati
Cronaca

L’omicidio Molteni arriva in aula: davanti al giudice i primi quattro imputati

L’omicidio dell’architetto Alfio Molteni, avvenuto il 14 ottobre 2015 a Carugo, è approdato ieri per la prima volta davanti ad un giudice. Imputati solo una parte dei presunti responsabili, ovvero uno dei due presunti esecutori materiali del delitto (Michele Crisopulli, 46enne) e colui che secondo l’accusa avrebbe organizzato l’agguato, Luigi Rugolo (44 anni). A processo anche Roberto Casati (58 anni) per favoreggiamento – avrebbe fatto da tramite per la consegna del denaro dopo l’omicidio – e Giuseppe De Martino (60 anni), che in questo fascicolo deve rispondere per tutta una serie di intimidazioni che precedettero il delitto.

La tesi accusatoria è che tutto sarebbe stato orchestrato dalla moglie della vittima, Daniela Rho, e dal commercialista Alberto Brivio (con cui la donna aveva una relazione), dopo che l’architetto aveva promosso in tribunale un giudizio di separazione giudiziale. Per i due (Rho e Brivio) e per il secondo esecutore materiale dell’omicidio (colui che premette il dito sul grilletto) il fascicolo è ancora aperto sul tavolo del pm Pasquale Addesso.

Fatto questo lungo ma necessario preambolo, torniamo a ieri mattina quando i quattro imputati – solo due erano in aula, gli altri erano rappresentati dai legali – si sono trovati di fronte al giudice dell’udienza preliminare Ferdinando Buatier de Mongeot. In tre hanno chiesto il rito abbreviato: si tratta di Crisopulli, De Martino e Rugolo, e compariranno di nuovo in aula il 27 marzo. Il rito prevede lo sconto di un terzo della eventuale pena. Casati invece, la cui posizione era decisamente più leggera, ha chiesto e ottenuto la messa alla prova il cui programma dovrà ancora essere stilato. Ma nel corso dell’udienza di ieri si è tenuta anche la costituzione di parte civile di sei persone: si tratta del padre e del fratello della vittima, dell’ex moglie e del figlio di quest’ultima e delle due figlie del matrimonio tra la Rho e Alfio Molteni.

Padre e fratello – nell’atto di costituzione – hanno già formalizzato, tramite l’avvocato Ivana Anomali, una provvisionale di risarcimento del danno da 250mila euro. Tra le accuse contenute nel fascicolo finito ieri a processo, c’è – oltre all’omicidio – anche tutta una serie di atti intimidatori che precedettero il delitto. Tra questi, pedinamenti, un tentativo di pestaggio armati di bastone, l’incendio dell’auto parcheggiata all’interno del garage dello studio dell’architetto a Mariano Comense, poi ancora l’incendio della finestra di casa a Carugo e otto colpi di arma da fuoco, esplosi sempre contro la finestra di casa, che perforarono tapparella e vetro conficcandosi nel soffitto. Il delitto avrebbe dovuto essere una ulteriore intimidazione che invece si trasformo in tragedia.

I presunti responsabili di questa strategia del terrore avrebbero anche inscenato un tentativo di screditare la figura dell’architetto nascondendo cocaina (sette dosi) nell’auto del professionista per poi mandare un investigatore privato in Questura a Como a denunciare il fatto con foto e documenti. Tentativo che non andò a buon fine.

M.Pv.

4 Gen 2017

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