L’omicidio di via Canturina, le testimonianze. «Era pallido, mi ha detto che non riusciva a dormire»

«Ho visto Armando mercoledì scorso. Mi è sembrato pallido, gli ho chiesto se stesse bene. Ha detto che non riusciva a dormire, che prendeva dei sonniferi ma che non dormiva comunque. Non avrei mai pensato che potesse fare una cosa simile. La moglie ultimamente non stava bene, ma fino a poco tempo fa usciva spesso, andava a fare la spesa o altre commissioni». I vicini di casa di Armando Molteni faticano a credere che il pensionato abbia colpito a morte la moglie.

«Erano una coppia tranquilla, normale – ripetono – Lui si occupava del giardino del condominio. Lo vedevi fuori a zappare e fare l’orto. Ci regalava i pomodori e l’insalata. Ripeteva sempre che il suo giardino era un gioiello». «Aveva lavorato una vita in un ufficio pubblico a Como – ricordano ancora i vicini – I figli venivano sempre a trovarli, anche con i nipotini».

Nell’ultimo periodo però l’uomo non era sereno. «La moglie aveva qualche problema di salute, non si vedeva più in giro e neppure in giardino, era sempre chiusa in casa. I figli venivano ad aiutarli visto che magari Anna aveva più bisogno». Il pensiero di Peppino, uno dei vicini, torna a mercoledì scorso. «Armando mi ha ripetuto che non riusciva a dormire – ricorda – Poi ha detto “speriamo che guardi giù, non ce la faccio più”. Ma chi poteva immaginare che avesse un simile  pensiero».

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