Longhi, congedo dopo 23 anni al Sant’Anna

Riccardo Longhi Riccardo Longhi

Se riavvolge il nastro degli ultimi 23 anni, vede com’è cambiato l’approccio dei pediatri, ma anche quello delle famiglie. «L’attenzione al paziente oggi è l’imperativo assoluto, la domanda è: cosa è meglio per il bambino? I genitori, dal canto loro, vogliono tutto e subito e hanno uno stato d’ansia sempre maggiore, che influisce anche sul nostro lavoro».
Riccardo Longhi, da oggi, non è più il primario della pediatra del Sant’Anna, incarico che aveva assunto il 10 agosto del 1992. Ieri è stato il suo ultimo giorno di lavoro perché ha raggiunto l’età della pensione. Decine le persone che ieri hanno voluto ringraziarlo, in particolare i colleghi, ma anche i tanti operatori delle associazioni di volontariato che quotidianamente prestano servizio in corsia. Un’occasione per fare un bilancio, volgendo però lo sguardo anche avanti, al futuro del reparto.
«Se dovessi dire il mio rammarico più grande, il pensiero va alla chirurgia pediatrica – ha detto Riccardo Longhi – È un servizio che in passato il Sant’Anna ha sperimentato con notevole successo, ma che purtroppo non abbiamo potuto mantenere. Spero che possa essere riattivata, che il mio successore abbia questa possibilità, nell’interesse dei pazienti».
Tra i tasti più dolenti anche quello del pronto soccorso pediatrico. «La richiesta è sempre maggiore e il reparto di emergenza è sottodimensionato rispetto alla domanda – sottolinea il pediatra – Si tratta però di un problema strutturale, che non riguarda solo Como o il Sant’Anna e deve essere affrontato partendo dal rapporto con il territorio. È importante curare questo aspetto e fare in modo che il pronto soccorso possa davvero concentrarsi sulle cure di secondo e terzo livello».
Sull’attività della pediatria e del pronto soccorso incide anche l’approccio delle famiglie dei piccoli pazienti. «Il figlio è il bene più prezioso che i genitori hanno – sottolinea Longhi – Detto questo però, lo stato d’ansia che accompagna i genitori quando il bambino è malato ha registrato picchi incredibili e questo ci provoca difficoltà anche dal punto di vista dell’organizzazione del lavoro».
«I genitori vogliono tutto, subito e bene – continua il primario del Sant’Anna – Noi facciamo tutto e bene, ma a volte non subito. Purtroppo, un’attesa anche di poche ore magari con un bimbo che ha solo la febbre diventa un ostacolo per molti inaccettabile. Questa situazione inevitabilmente ci crea problemi difficili da gestire».
Classe 1946, specializzato in pediatria e neonatologia e patologia neonatale, prima di essere nominato primario al Sant’Anna Longhi ha svolto anni di studio e ricerca negli Stati Uniti ed è stato ricercatore all’Università degli Studi di Milano, dove ha lavorato anche alla Clinica Pediatrica V, oltre che docente per la III Scuola di Specializzazione in Pediatria dell’ateneo milanese.
Il pediatra ha fatto parte del gruppo di esperti del ministero della Salute per il programma nazionale Ecm, e ha coordinato la commissione tecnica per lo sviluppo delle linee guida della Società Italiana di Pediatria. «Ora mi dedicherò al volontariato e alla mia famiglia – sottolinea Longhi – La mia attività in ospedale finisce davvero qui».
In attesa del concorso per la nomina del successore del pediatra uscente, da oggi Maria Teresa Ortisi sarà la responsabile dell’unità operativa di pediatria con l’incarico di facente funzioni.
Anna Campaniello

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