L’operazione “Money Gate”: nei guai promotore di Appiano Gentile

L'associazione teme ricadute sull'economia

C’è anche un mediatore finanziario residente ad Appiano Gentile, tra le persone finite nei guai nell’ambito dell’operazione “Money Gate” che ieri ha portato all’emissione di misure cautelari a carico di otto indagati (tra domiciliari e obbligo di dimora) colpite dall’inchiesta della guardia di finanza di Reggio Calabria. Nella bufera anche il presidente del Catanzaro Calcio 2011, Giuseppe Cosentino, amministratore della Gicos Import-Export.

Le ipotesi di reato a vario titolo parlano di associazione per delinquere aggravata dalla trans-nazionalità, finalizzata alla commissione di reati di natura fiscale, riciclaggio, trasferimento fraudolento di valori e appropriazione indebita di ingenti somme di denaro in danno proprio della Gicos. Un fiume di denaro, quello finito nell’inchiesta delle fiamme gialle, che lasciava l’Italia per poi finire in conti cifrati svizzeri e da qui “evaporava”.

Secondo la tesi dell’accusa, versamenti e depositi di denaro contante su conti correnti luganesi derivavano da vendite in nero e dall’utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti. In particolare sarebbe emerso che la società finita nel mirino, negli anni d’imposta 2006, 2007 e 2008 si sarebbe avvalsa di fatture false per quasi 2 milioni di euro. La maggior parte di dette fatture sarebbero state emesse da una società con sede negli Stati Uniti che avrebbe effettivamente ricevuto i pagamenti dovuti.

Gli accertamenti avrebbero tuttavia dimostrato – questa è la convinzione della procura – che pochi giorni dopo l’avvenuto accredito delle somme, le stesse venivano restituite (trattenendo una percentuale intorno al 5%) con bonifico su una serie di conti correnti in Svizzera intestati a società con sede in paradisi fiscali (Isole Vergini Britanniche, Panama, ecc.). Ritiene l’accusa che le somme “sottratte” alla Gicos in danno della società e dei creditori, si aggirerebbero intorno ai 9 milioni di euro. La guardia di finanza comunica inoltre che, solo dalle rogatorie con la Svizzera, sarebbero emersi (nel periodo dal 2006 al 2011) versamenti di contanti per oltre 4 milioni. Di questi, 1 milione in contanti e in una sola data su un conto corrente cifrato denominato “cioccolato” riconducibi – le ad una delle figure coinvolte nella indagine.

Il provvedimento eseguito ieri scaturisce dall’avvio – nel giugno del 2011 – di una verifica fiscale da parte dei militari del nucleo di polizia tributaria di Reggio Calabria nei confronti della Gicos, nel cui ambito erano emerse presunte irregolarità in relazione alla presenza di anomale transazioni finanziarie verso l’estero nonché ad un ingente utilizzo di denaro contante. Il promotore finanziario di Appiano Gentile è finito agli arresti domiciliari come pure il presidente del Catanzaro Calcio. Ancora da chiarire nel dettaglio il ruolo avuto dal promotore in questa vicenda. I sequestri preventivi hanno toccato nel complesso la somma di quattro milioni di euro.

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